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L’iniziativa 

Gli azzurri del triathlon visitano il carcere di forte San Giacomo

Gli azzurri del triathlon visitano il carcere di forte San Giacomo

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Porto Azzurro. La nazionale italiana di triathlon cross ha visitato venerdì scorso il carcere di Porto Azzurro, all’interno del forte spagnolo San Giacomo del XVII secolo, dove il direttore della casa di reclusione, Francesco D’Anselmo, ha organizzato diverse attività che coinvolgono i carcerati.

La nazionale di triathlon cross è all’Elba per preparare l’anno sportivo 2022, in vista del campionato italiano che si disputerà nei mari e nelle montagne elbane il prossimo 30 aprile. Gli atleti, oltre ad allenarsi, sono stati coinvolti nella vita dell’isola. Tra le attività anche quella all’interno del carcere di Porto Azzurro dove un gruppo dei triatleti ha portato la propria esperienza, fatta di duro lavoro fisico e mentale, rinunce, dedizione, capacità di rialzarsi ma anche successi e vittorie. Un’occasione per gli atleti di raccontarsi e raccontare a un pubblico diverso dal solito cosa è il triathlon. Un momento di scambio in cui sono stati messi in evidenza dal direttore D’Anselmo – accompagnato nella visita dalla Comandante di polizia penitenziaria Giulia Perrini – quanto siano fondamentali in un’ottica di riabilitazione alla vita, gli esempi dei traguardi ottenuti dagli sportivi.

Gli atleti hanno anche potuto conoscere progetti come l’atelier di accessori di moda di Simona Giovannetti, creatrice del marchio elbano 100 percento Dampai, o la falegnameria dove lavorano una decina di detenuti prendendo commesse da hotel e strutture esterne o l’Agricola, un orto di diversi ettari che produce verdure, frutta e ortaggi 12 mesi all’anno.

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