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Cittadella, occorrono tre mesi per affidare la sala polivalente

Cittadella, occorrono tre mesi per affidare la sala polivalente

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SAN VINCENZO. Tre mesi. È l’arco di tempo in cui l’amministrazione comunale sanvincenzina conta di mettere a punto gli indirizzi per l'affidamento in gestione della sala polivalente della Cittadella e chiudere il cerchio con una procedura di evidenza pubblica.

Fino al 31 marzo la giunta comunale ha deciso di prorogare la convenzione con l’associazione Comunque Giovani per la gestione della struttura. Lo ha disposto con la delibera numero 74 del 16 dicembre prevedendo anche un piano B: si andrà avanti fino «alla data di individuazione del nuovo gestore attraverso una procedura di evidenza pubblica», si legge nell’atto. La gestione della Cittadella negli anni non ha mancato di animare il dibattito politico.

Tra le pagine che si legano alla struttura c’è quella della cucina fantasma, vicenda con aspetti surreali quella dell’abuso edilizio realizzato in un edificio pubblico e smantellato in tutta fretta, ancor prima che venissero compiuti gli atti di accertamento sul posto. Siamo nel 2016. Pochi parevano essersene accorti. Oppure se ne erano accorti in molti, ma senza alcun effetto di rilievo.

Adesso quale prospettiva dare alla struttura è materia in mano all’amministrazione Riccucci, alla guida dell’ente dal 5 ottobre. Trovare un gestore non è mai stato semplice. L’ultimo affidamento della sala polivalente e delle sedi associative risale al 2018 e avrebbe dovuto concludersi il 31 gennaio dello scorso anno. Salvo arrivare a una prima proroga concessa al commissario prefettizio fino al 31 dicembre 2021, considerata la temporaneità del proprio incarico e per lasciare campo libero a decisioni dell’amministrazione che si è insediata dopo le elezioni amministrative anticipate del 3 e 4 ottobre.

«Dobbiamo prendere atto che non è semplice trovare un gestore per una struttura del genere – dice il sindaco Paolo Riccucci –. In questi anni ha preso vita un mondo che ruota intorno alla Cittadella, capace di dare una risposta sociale a una fascia di cittadini d’età medio alta. L’auspicio è che si possano creare spazi anche per la fascia dei giovani e di riuscire a tutelare la storicità di una realtà di danza che sarebbe un peccato perdere».

L’obiettivo è di riuscire a fare spazio anche ad altre associazioni. Il regolamento di gestione che risale al 2010 dovrà essere aggiornato anche alla luce della normativa del Codice del Terzo settore che risale al 2017. «Dobbiamo avviare il percorso per l'individuazione di nuovi indirizzi per l'affidamento in gestione della sala – sottolinea Riccucci –. Non abbiamo ancora discusso neppure dei canoni, che tuttavia non si discosteranno dagli attuali. L’idea di fondo è di riuscire ad aprire la struttura a più realtà associative».



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