Sicurezza
Super green pass sui traghetti: in 517 aderiscono alla protesta
Portoferraio. Sono 517 le adesioni alla diffida dello studio legale Luisa Brandi inviata alle compagnie di navigazione, alle capitanerie di porto, ai carabinieri, alle polizie di stato e municipali e all’ufficio territoriale di governo perché non creino «ostacolo all’accesso a bordo delle navi ai passeggeri sprovvisti di Green pass né alla sua permanenza a bordo per il tempo di viaggio, con espresso avviso che, ricorrendo l’ipotesi contraria, tutte le condotte saranno censurate e denunciate per gli eventuali profili penalmente rilevanti a carico dei responsabili».
La diffida è un’iniziativa del comitato “Libera scelta Elba” che ha anche programmato per la giornata di domani un presidio di protesta al porto di Portoferraio. «Insieme alle altre piccole isole italiane – sostiene il gruppo no pass –, ci opporremo con tutti i mezzi pacifici previsti dalla legge, affinché questa mostruosità giuridica (il certificato verde per viaggiare sulle navi, ndr) sia ritirata».
La mobilitazione potrebbe però risultare inutile se non strumentale alle istanze dei gruppi no vax, nonostante il comitato elbano sostenga di rappresentare vaccinati e non vaccinati. Sarebbe infatti in arrivo dal ministero della Salute una deroga firmata dal ministro Roberto Speranza per l’accesso ai servizi essenziali sul continente per i residenti delle isole minori non vaccinati che da domani, secondo le nuove misure, non potrebbero prendere il traghetto senza il Green pass.
Ad annunciare la deroga è Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia (forza politica che, per altro, sostiene l’obbligo vaccinale). «Come Forza Italia – dichiara Mazzetti – la nostra posizione sul vaccino e sulle certificazioni è limpida, tuttavia non possiamo non riscontrare in questo caso una grave menomazione dei diritti e per questo abbiamo chiesto e ottenuto l’equiparazione dei cittadini delle isole, seppur non vaccinati, non sempre perché no vax ma per altre problematiche come donne in gravidanza o studenti che devono frequentare scuole di diverso livello o agli altri che non vogliono o non hanno ancora ricevuto il vaccino. Abbiamo quindi ottenuto una deroga, tramite ordinanza del ministro Speranza, per i servizi essenziali come scuola e sanità, dunque una completa e giusta equiparazione».
G.B.
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