Sicurezza
Professionisti con studenti e volontari a Poggio del Molino
Le telecamere di Raitre sono state sul sito di scavo curato dal gruppo Past Experience guidato da Carolina Megale
PIOMBINO. Un passaggio in tv e l’immediato rilancio per ricerca, storia, impegno. Il 6 gennaio, su Raitre, è andata in onda la puntata del programma Generazione Bellezza con uno speciale sugli scavi di Baratti e Populonia, sull’archeologia condivisa.
In realtà il viaggio comincia dal Cotone-Poggetto, da uno sguardo sull’immenso stabilimento siderurgico a lungo spirito motore dell’economia. Da qui Emilio Casalini ben più che una voce narrante si trasferisce al mare. «L’Italia è un Paese ricoperto di siti archeologici – si spiega –. Anzi siamo noi ad averli ricoperti e a non essere in grado di riscoprirli. Un bell’esempio per come fare ci viene dal primo sito di archeologia partecipata presente in Italia, sul Golfo di Baratti, nel Comune di Piombino, proprio vicino alle acciaierie abbandonate e al parco archeologico di Baratti e Populonia». Casalini incontra Marta Coccoluto, responsabile del parco per parlare anche dei laboratori didattici per rivivere la storia. Ma poi l’attenzione si concentra sul parco di archeologia condivisa di Poggio del Molino. «Sito ideato da un gruppo di archeologi (Past Experience ndr) guidato da Carolina Megale – spiega Casalini mentre si dà da fare con gli attrezzi di scavo – che prevede la partecipazione attiva di studenti italiani e stranieri che affiancano gli archeologi e i restauratori. Imparando, ma allo stesso tempo sostenendo economicamente l’attività. Aiutati da volontari del vicino paese... Partecipazione della comunità, contatto diretto con la nostra storia, sito che non viene dimenticato, attrazione di livello per il territorio, nuove possibilità di lavoro di fronte ai monumenti della disoccupazione industriale, storia che si scrive con tutte le voci di una comunità. E l’archeologia torna ad essere viva».
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