Il Tirreno

tra suvereto e sassetta 

Chiesa dell’Annunziata abbandonata al degrado

Michelangelo Pasquinelli
Chiesa dell’Annunziata abbandonata al degrado

Nessun intervento a un anno dal consiglio comunale dedicato all’edificio sacro Nuova mozione di “Uniamo Suvereto”, rassicurazioni dalla sindaca Pasquini

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Michelangelo Pasquinelli

SUVERETO. Tutti in ansia da anni per le sorti dell’antica e artistica chiesa dell’Annunziata, sulla strada fra Prata di Suvereto e Sassetta, con le sue belle volte in pietra che sembra debbano crollare da un giorno all’altro. Ma per ora se ne parla a fatica. Anzi l’argomento, approdato in consiglio comunale, un anno fa raccolse unanimi auspici e impegni da tutte e due le parti politiche rappresentate, mentre questa volta ha fatto registrare polemiche aspre e reclamare primogeniture che non interessano a nessuno, se la cosa non andrà a buon fine. E sarebbe davvero un peccato e una colpa se ciò accadesse, come dicono gli esperti: «Sono tuttora avvolte nel mistero le sue origini, ma quel che è certo è che la Chiesa della SS. Annunziata è un complesso di straordinario valore storico-architettonico, che merita di essere conosciuto, conservato e condiviso. Solo un’accurata indagine archeologica potrà dare le risposte ai nostri interrogativi e solo un intervento di restauro permetterà di restituirlo alla fruizione della comunità». C’è da dire che le crepe nelle mura e i tronchi di albero, che sono letteralmente cresciuti sul tetto, non sono riusciti ancora a farla crollare dopo mezzo secolo per la particolare struttura. Ma è altrettanto certo che se l’edificio in stile romanico subisse una frana avrebbe un danno mortale. E in tutti questi anni si sono registrate proteste, prese di posizioni attraverso la stampa, così come di recente ci sono stati anche studi universitari approfonditi con progetti operativi proposti a destra e sinistra, oltre che sulle nostre pagine. Privati e associazioni si sono rivolte alla curia stessa e anche al sindaco in tal senso, mentre gli stessi ex proprietari sono a dir poco dispiaciuti di veder un bene culturale da tutti ammirato senza prospettive di salvezza e di valorizzazione.

Il caso si affacciò anche in consiglio comunale a Suvereto e il 29 giugno 2020 il gruppo di opposizione aveva sottolineato lo stato increscioso della chiesa affinché, unanimemente, si allestisse una commissione tecnico-politica per studiare le soluzioni più urgenti. E così fu, ma dopo un anno tutto tace e il gruppo di “Uniamo Suvereto” col suo consigliere Lorenzo Piccioni (neo segretario del Pd) ha evidenziato i ritardi presentando un documento e informando che, attraverso il capogruppo Cristina Solignani, c’era stato un contatto con la Curia diocesana stessa per cercare soluzioni al problema. Infatti la struttura, un tempo privata, fu anni fa donata alla curia massetano-piombinse che in questo momento non avrebbe avuto i mezzi per poter ottemperare al restauro. Ma la stessa sembrerebbe ben disposta a trovare le soluzioni normative sulla titolarità del bene per poter permettere interventi pubblici e privati che potrebbero essere ricercati per la messa in sicurezza della chiesa per poi pensare a renderla fruibile e visitabile.

Questo il tenore della mozione per rinforzare e rilanciare l’impegno già espresso un anno fa dal consiglio tutto. Il consigliere Roberto Magazzini ha ribattuto che non è vero che l’amministrazione comunale se ne è stata con le mani in mano, così come gruppi di volontari hanno a più riprese provveduto a ripulire l’area circostante la chiesa e la fontana che si trova sul bordo stradale. Il capogruppo di Assemblea popolare Simone Donnoli ha aggiunto che sono in corso azioni per raggiungere lo scopo prefisso da tutti «con i tempi e le priorità del caso». Quindi la maggioranza non ravvisa la congruità della mozione presentata dall’opposizione decidendo di votare contrario. Il sindaco Jessica Pasquini ha di per sé assicurato che, malgrado l’esito del voto consiliare, il suo impegno di seguire la cosa e di prendere ulteriori contatti con la curia vescovile rimane valido. Lo stesso sindaco già nel giugno 2020 aveva scritto una lettera al Vescovo di Massa e Piombino con le sue preoccupazioni per lo stato di stabilità della chiesa ricevendo assicurazioni di riparlarne in seguito.

Osservava un cittadino abitante a Prata: «Va a finire che un giorno arriverà la notizia che la nostra Annunziata si è ridotta ad un cumulo di macerie».

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