Toscana
Campo lo Feno, per riasfaltare bisogna attendere il bel tempo
Barsotti, direttore dei lavori di ripristino dopo la frana sull’anello occidentale: «Opere concluse, ma il meteo non consente di riparare il manto stradale»
Stefano Bramanti
Marciana. C’è ancora da attendere prima che venga rimosso il semaforo al chilometro 21,7 della provinciale 25, che regola la circolazione dei veicoli a senso unico alternato all’altezza della frana in località Campo Lo Feno. «Prima di riaprire al traffico senza limitazioni bisogna asfaltare il tratto di strada danneggiata dal crollo – spiega Paolo Barsotti, ingegnere dell’ufficio tecnico Ingeo di Lucca, progettista e direttore dei lavori di bonifica nella zona colpita dalla frana –. Adesso non c’è un clima idoneo, una volta terminata quest’ultima azione la viabilità potrà tornare normale».
«Comunque – prosegue il progettista – andranno realizzati altri interventi nella zona occidentale per cercare di prevenire altri crolli. La zona è da tempo colpita da frane o smottamenti. È un fatto storico. Speriamo si possa realizzare un progetto ad hoc per l’Elba occidentale».
Serve dunque ancora tempo per mettersi alla spalle i quasi 14 mesi trascorsi dalla frana di Campo lo Feno. Avvenne il 15 novembre del 2020, portando danni in quel punto dell’anello stradale occidentale dell’isola e per fortuna non furono colpite persone. Ma soprattutto il crollo determinò lo stop alla circolazione fino al maggio 2021.
Un recente comunicato dell’ufficio provinciale ha segnalato che il 3 gennaio scorso «le operazioni di rimozione dei massi franati a Campo Lo Feno e anche nelle proprietà private, si sono concluse e la strada, che era stata di nuovo interrotta, è stata riaperta al traffico con senso unico alternato regolato da semaforo». Inoltre la comunicazione specificava che «attraverso i vari lavori programmati nei mesi scorsi tutta la zona è stata messa in sicurezza dalla Provincia grazie alle opere previste dal progetto di ripristino, finanziato dalla Regione Toscana (con 650 mila euro, ndr) , con l’installazione di reti paramassi sul versante a monte della strada. Nelle scorse settimane, gli enormi massi franati nei terreni sottostanti erano stati ridotti in blocchi e preparati per essere agganciati dalla gru, ai fini del sollevamento e deposito sui camion per il trasporto e lo smaltimento. Nei prossimi giorni l’impresa procederà con la sistemazione della carreggiata stradale che consentirà di eliminare le limitazioni alla viabilità attualmente in vigore».
Ma, come già scritto, Barsotti specifica che «ci vorranno condizioni meteo adeguati per fare l’asfaltatura nel migliore dei modi per non avere negatività nei risultati. Occorre infatti che sia meno freddo e non ci siano precipitazioni frequenti. Poi per avere maggiore sicurezza va creato un piano specifico per prevenire il rischio idrogeologico nell’area: intorno al monte Capanne ci sono frane da diversi sempre».
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