Il Tirreno

«Dannoso il passaggio in provincia di Grosseto»

«Dannoso il passaggio in provincia di Grosseto»

Critiche di Baldassarri, segretario dell’Unione comunale «In particolare sulla sanità avremmo tutto da perdere»

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PIOMBINO. «Sono contrario alla proposta di Fratelli d’Italia di staccare Piombino dalla provincia di Livorno per aderire a quella di Grosseto e, contestualmente, passare sotto la Asl Sud Est che raggruppa Grosseto, Siena e Arezzo».

Così si esprime Andrea Baldassarri, segretario dell’Unione comunale Pd, secondo cui «le province non hanno niente a vedere con la sanità e una simile scelta isolerebbe Piombino dagli altri Comuni della Val di Cornia, ambito che, al contrario, deve tornare a essere il nostro orizzonte di programmazione».

«Nel settore della portualità e della logistica – dice Baldassarri – Piombino sarà chiamata a contribuire allo sviluppo della Zona logistica semplificata toscana, sfida che offre importanti opportunità e che richiede collaborazione e sinergia con Livorno, non una velleitaria separazione. In questo quadro l’idea che il porto di Piombino debba fare da solo e possa trovare la propria dimensione come porto del Golfo di Follonica è riduttiva e totalmente anacronistica». Per il segretario del Pd piombinese, inoltre, «ci sono alcuni temi, come quello della modernizzazione del sistema di trasporti (corridoio tirrenico, ferrovia, aeroporto) per i quali dovremmo unire le forze con le altre province della Costa (Grosseto, ma anche Pisa e Massa Carrara) per aumentare il nostro peso nel governo regionale, piuttosto che alimentare guerre tra di noi».

Riguardo poi alla sanità, per Baldassarri «passando alla Asl Sud Est, che comprende le provincia di Grosseto, Siena e Arezzo, ci troveremmo ad avere a che fare con un ente il cui centro di riferimento è l’ospedale le Scotte di Siena, così come a Siena si trovano i centri decisionali. Per la cronaca la provincia di Grosseto ha ben cinque piccoli ospedali, tra i quali quello di Massa Marittima. Pensiamo che abbiano meno difficoltà del nostro? Questi piccoli ospedali, ad esempio, hanno propri punti nascita? La risposta è no. L’unico punto nascita è a Grosseto. A meno che non si intenda tornare all’idea dell’ospedale a Riotorto, che, oltre a essere, a mio parere, difficilmente percorribile, si scontrerebbe proprio con gli interessi dell’ospedale di Massa. Il problema, semmai – conclude – è chiarire quale debba essere il progetto di sviluppo della nostra sanità, partendo dai nostri dati demografici ed epidemiologici (quanto siamo vecchi, che malattie abbiamo, quali sono i nostri rischi prevalenti) e sulla base di questo stabilire priorità e obiettivi, tenendo conto che una sanità moderna è fatta di servizi ospedalieri efficienti, ma anche di servizi territoriali, assistenza domiciliare, prevenzione».



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