Il Tirreno

La protesta dei no-pass: presidio al porto, diffide e critiche al sindaco Zini

Giuseppe Boi
La protesta dei no-pass: presidio al porto, diffide e critiche al sindaco Zini

Polemiche per il green pass nei trasporti da e per l’Elba 

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Giuseppe Boi

Portoferraio. Annunciano un presidio al porto lunedì prossimo. Sostengono di aver raccolto centinaia di adesioni alla diffida preparata dallo studio legale dell’avvocatessa Luisa Brandi per chiedere alle compagnie di navigazione di non controllare il Green pass. Criticano il sindaco di Portoferraio Angelo Zini affermando che non li rappresenta. Sono le mosse del comitato “Libera scelta Elba” all’indomani della nuova stretta contro i no-vax del governo e del presidente Mario Draghi.

Il comitato elbano contro il Green pass torna a farsi sentire dopo quasi un mese di silenzio. I toni sono pacati, ma la retorica è sempre la stessa. Il gruppo sostiene di lottare per «riportare nella nostra comunità nazionale il senso della misura e del raziocinio, in un momento nel quale sembra che lo stato democratico fondato sulla nostra costituzione stia disgregandosi». E – ignorando i dati della pandemia – afferma che «anche i muri hanno capito l’inettitudine del governo e l’inefficacia del Green pass per arginare i contagi».

Da qui la necessità di «organizzare iniziative di resistenza a provvedimenti tanto più vessatori in quanto rivolti a persone che già sopportano oggettive situazioni di disagio negli spostamenti». Il che si concretizza nella già annunciata «diffida alle compagnie di navigazione, alle capitanerie di porto, ai carabinieri, alle polizie di stato e municipali e all’ufficio territoriale di governo dal non creare ostacolo all’accesso a bordo del passeggero sprovvisto di Green pass né alla sua permanenza a bordo». Un’azione legale che sarà accompagnata da un presidio organizzato per lunedì alle 10 nel porto di Portoferraio.

Sulla necessità di rivedere le norme sul Green pass nei traghetti per le isole minori si era espresso nei giorni scorsi il sindaco Zini che, per paradosso, è diventato oggetto di critiche da parte dei no-pass elbani. Nonostante sia stato il primo a parlare della richiesta dell’Ancim al governo per una deroga (pubblicata sul Tirreno lo scorso 3 gennaio), per il comitato Libera scelta Zini ha preso posizione in «ritardo rispetto alla quasi totalità dei suoi colleghi». Il gruppo inoltre invita il sindaco «a non vergognarsi di rappresentare un manipolo di persone» e, soprattutto, lo accusa per la sua «totale accettazione delle misure sanitarie».

Insomma, il comitato Libera scelta accusa Zini per le sue idee e libere scelte.

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