Il Tirreno

lutto nello sport 

Addio a Carlo Alberto Orsi, mito dell’atletica piombinese

Addio a Carlo Alberto Orsi, mito dell’atletica piombinese

Aveva 84 anni, negli anni Sessanta fu due volte campione toscano dei 100 metri e della staffetta 4X100, poi tra i fondatori della società sportiva Italsider

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Lutto nel mondo dello sport per la scomparsa a 84 anni di Carlo Alberto Orsi, mito dell’atletica leggera piombinese: un uomo che nei primi anni Sessanta correva i 100 metri in 10’’7, due volte campione toscano sulla distanza e pure nella 4X100 con Fabio Quilici, Mauro Galletti e Renato Quilici, protagonista poi anche in età matura delle gare riservate ai master. Carlo Alberto Orsi lascia la moglie, Anna Pettinario, e i figli Lorenzo e Cecilia.

«Lo ricorda con grande affetto Renato Quilici, che parla di «un uomo vero e leale di quelli che oggi, nel linguaggio comune, vengono definiti “d’altri tempi” perché, se tra persone corre un impegno o una parola data, non si può che rispettarla e se ci sono delle regole non le possiamo infrangere. Carlo Alberto era proprio cosi, rigido prima con se stesso e con gli altri con un atteggiamento che lo ha contraddistinto sempre in ogni momento della sua vita».

«Se n’è andato velocemente anche nella malattia – spiega Quilici – che lo ha portato via, tenendo fede a quella caratteristica che lo fatto apprezzare nel suo percorso terreno come un vero sprinter di razza. Un velocista potente che lo ha portato a imporsi per ben due volte nel 1967 e nel 1969 per il titolo di uomo più veloce in Toscana e contribuendo con il suo prepotente avvio nella staffetta a due successi regionali della 4x100 nel 1966 e nel 1967».

Poi Orsi nell’età matura degli anni “anta” ha saputo imporsi più volte anche nella categoria dei Master indoor e all’aperto.

«Chi lo ha frequentato – racconta Quilici – non avrà certo difficoltà a definirlo un vero uomo di sport che del rigore e delle sue regole aveva fatto uno stile di vita. Per questo era solito dire “mi piace l’atletica veloce perché si corre in corsia”, per far capire che nel confronto con gli avversari ci vuole una linea di separazione che non dia la possibilità di vedere scorrettezze come nuocere o essere disturbato dagli altri atleti».

«Aveva frequentato l’istituto Nautico a Livorno – prosegue Quilici – forse tenendo fede alla sua origine elbana, quasi a rinnovare la tradizione dei valorosi capitani di quella terra. Imbarcatosi giovanissimo nelle lunghe giornate a bordo dei mercantili, ingannava la noia allenandosi e curando la preparazione fisica. Una volta a terra ha contribuito alla fondazione della prestigiosa società Italsider che oggi ha prodotto il Centro Atletica Piombino portando il suo esempio di uomo e di atleta per dare le giuste dritte ai più giovani che hanno vestito in oltre cinquanta anni la gloriosa maglia gialla. In qualità di decano della società di atletica – conclude – mi ritengo fortunato e sono orgoglioso di aver avuto e ricambiato la sua fraterna amicizia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web