Gioco
Cinghiali in azione in mezzo alle rovine di Villa delle Grotte
La Fondazione: «Ormai hanno preso possesso del parco» E la violenza del vento abbatte uno degli olivi secolari
Luigi Cignoni
PORTOFERRAIO. Raid notturno dei cinghiali alla Villa romana delle Grotte, forse come ironicamente sostengono i componenti dell’omonima fondazione, si trattava di «cinghiali intellettuali», amanti del parco archeologico dei resti di quella che è stata tramandata come Villa delle Grotte.
«Lo sappiamo bene – scrivono quelli della fondazione in un loro post – che un nutrito gruppo di ungulati ha preso possesso del parco archeologico. Ormai da anni numerosi esemplari nelle loro scorribande arano il terreno spostando, se di impedimento alla loro ricerca di radici appetitose, rovine romane, muretti e mucchi di “cubilia”, il materiale edilizio di forma piramidale in serpentino verde e calcare bianco radunato con cura ai lati dei camminamenti. Nemmeno una solida rete di recinzione – aggiungono – fissata con filo di ferro e ancorata a paletti in metallo, messa per motivi di sicurezza intorno a un profondo pozzo recentemente scoperto dagli archeologi dell’Università di Siena, ha resistito alle loro spallate. È già la seconda volta che gli operatori specializzati intervengono per rimettere tutto a posto».
Visto come si sono messe le cose sarà necessario un terzo intervento degli operai per sistemare il tutto. «Nel frattempo – si legge nella nota della fondazione – vista l’impotenza generale di fronte a queste prepotenze e distruzioni, la Fondazione ha aderito con convinzione al Comitato per il contenimento dei cinghiali all’isola d’Elba, firmando un chiarissimo documento programmatico, nella speranza che la Regione prenda finalmente atto della grave situazione. Il settore culturale si è così unito – conclude il comunicato – ad agricoltori, imprenditori e privati cittadini finora impotenti e non tutelati di fronte a questo flagello che dilaga, invece che diminuire».
Ieri poi anche il maltempo si è accanito sul parco archeologico. La forza del vento ha avuto la meglio su uno degli olivi secolari cresciuti a cavallo delle rovine nel parco archeologico.
Un grosso ramo e parte del tronco, si sono staccati cadendo in basso e riempiendo la grande stanza sottostante.
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