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Non si arresta la corsa al tampone tutti in fila per il test davanti alle farmacie
Si è diffusa la paura, specie tra chi ha familiari immunodepressi. Viti: «No alla fobia, tra i positivi bassa sintomatologia»
Sara Chiarei
PIOMBINO. Non si è arrestata la corsa al tampone neppure dopo il Capodanno. Così il 2022 inizia più o meno come si era concluso l’anno precedente, cioè con un elevato numero di test anti-Covid da processare. I molecolari vengono analizzati in laboratorio e si prenotano sulla piattaforma regionale previa richiesta medica; gli antigenici rapidi restituiscono il risultato qualitativo nell’arco di pochi minuti e nella nostra regione dallo scorso 29 dicembre sono sufficienti a dettare l’inizio e la fine dell’isolamento senza dover essere confermati dal molecolare.
Proprio gli antigenici rapidi si possono effettuare nelle farmacie che ormai, data l’altissima richiesta dell’ultimo periodo, risultano decisamente sotto pressione. «Qualche giorno fa - dice Marco Viti, presidente Federfarma Livorno e vicepresidente toscano - alle sette di mattina ho trovato 40 persone in fila per il tampone. Ora si rivolgono ai farmacisti ditte per monitorare il proprio personale in virtù del crescente numero di casi. La sintomatologia dei positivi che troviamo è bassissima, i più non accusano niente o al massimo un leggero raffreddore».
Una caccia al tampone dettata, salvo per chi manifesta sintomi o è consapevole di essere stato a contatto con un positivo, principalmente dalla volontà di non infettare parenti o amici, specie se immunodepressi. «Il mio consiglio è di non diventare fobici - continua Viti - se si seguono alla lettera le norme non c’è bisogno di sottoporsi continuamente al tampone. Inoltre sono almeno quattro i giorni di incubazione, perciò se scopriamo che ieri abbiamo trascorso del tempo con un soggetto risultato positivo al Coronavirus, è perfettamente inutile correre immediatamente a fare il test».
Intanto nella giornata di ieri si è toccato il record regionale di contagi, quasi triplicati rispetto a due giorni fa, raggiungendo quota 18.868 su 79.247 test. Ottantanove nuovi casi sono stati registrati a Piombino, dati che difficilmente contribuiranno a mantenere la calma. «Sono sempre pieno con le prenotazioni - annuncia Giacomo Ferrari, farmacia comunale Montemazzano - salvo nei giorni di venerdì pomeriggio e sabato in cui ho ancora qualche posto in agenda. È arrivata una fornitura di 1.000 self test del costo di 7,90, per i quali c’è davvero molta richiesta e che possono in effetti dare un valido aiuto nella riduzione del rischio. Certo in caso di positività è necessario contattare il medico curante per ripetere il test».
Come più volte ripetuto, non è possibile richiedere un tampone in farmacia se sintomatici. «Non ci si può sottoporre al test in farmacia - prosegue - in caso di febbre (se superiore a 37,5) che comunque noi misuriamo in loco, e in presenza di sintomatologia respiratoria. Ulteriore difesa sono ovviamente le mascherine - conclude Ferrari - proprio da oggi saranno in vendita le Ffp2 al costo di 75 centesimi».
I farmacisti sottolineano che prestando le dovute attenzioni, utilizzando una mascherina efficace e detergendo le mani, si riduce drasticamente la percentuale di rischio.
«La richiesta è ancora molto alta - dice Luigi Abagnale, dell’omonima farmacia - e senza dubbio si è diffusa molta paura tra la popolazione. Ma i positivi ci sono, perciò alla fine il test è il primo metodo che abbiamo a disposizione per contenere un ulteriore diffondersi del contagio. Di soggetti positivi se ne trovano abbastanza ma quasi tutti totalmente asintomatici. Molte persone stanno dimostrando di aver coscienza nel sottoporsi al test prima di passare del tempo con persone potenzialmente fragili, ma la maggior parte – conclude Abagnale – si presenta da noi perché sa di essere stata esposta al rischio tanto da non meravigliarsi di un eventuale esito positivo».
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