Bòtti e fuochi vietati l’ordinanza è un flop Chiesti per il futuro multe e controlli
Nonostante i divieti il cielo di Piombino si è illuminato Animalisti delusi: «Brutta esperienza, serve educazione»
Cecilia Cecchi
PIOMBINO. Botti vietati a Capodanno ma il cielo di Piombino - a partire dalle 23,55 del 31 dicembre 2021 - si è illuminato comunque. Fuochi banditi dal sindaco Ferrari e per gli animalisti era stato un trionfo, anche se da subito si sollecitavano più controlli. Sorveglianza che qui come altrove non c’è stata; in molte Regioni d’Italia si segnala un aumento di morti e fughe di animali.
È vero che di cani fuggiti a Piombino ne risultano due e non sono stati registrati incidenti gravi. Anche se non sono mancate (via social) segnalazione di disagio oltre che per i petardi luminosi pure per adolescenti in azione “armati” di qualcosa di più che bombette.
«Qualcuno ha fatto comunque fuochi d’artificio – conferma Laura Sicari (Enpa) – esplosioni ridotte rispetto agli anni precedenti. Era peggio quando venivano organizzati dal Comune e la scelta di non farli è stata apprezzata dalle associazioni animaliste. Due sole chiamate per cani fuggiti per i bòtti, subito recuperati e restituiti ai padroni che li stavano cercando. C’era solo una pattuglia di vigili urbani, ma è necessario che le persone ne comprendano la pericolosità per dire basta una volta per tutte». «Il 31 è passato – commenta Maria Cristina Biagini (La Casa di Margot) –, con gran fragore di botti privati e vietati, che nessuno, credo ha sanzionato. La buona volontà del sindaco è naufragata nella assoluta mancanza di controlli, che pure in primo luogo sarebbero spettanti al Comune. Una brutta esperienza, dalla quale trarre insegnamento. Almeno lo spero. Non auguro a nessuno degli incivili bombaroli di essersi fatti del male, non è nella mia natura, ma auguro loro di acquistare nel corso di questo anno un pochina di intelligenza e sensibilità, che evidentemente non hanno. Ora – sottolinea Biagini – si conteranno i cani fuggiti, gli animali vittime di incidenti, le persone che si sono ferite, gli storni o altri uccelli morti, i bambini impauriti, gli autistici terrorizzati, i vecchi stressati. Quando per anni abbiamo chiesto il divieto dei botti e il Comune ha detto no perché sembrava illogico... stavolta che il sindaco di sua volontà ha stabilito il divieto era stato un gran piacere anche se avevamo chiesto tutta una serie di controlli per evitare il peggio. Nei giorni prima del 31 segnalati problemi già in via Pisacane, nel centro storico, a Salivoli: sarebbero bastati controlli e multe “pubblicizzate” sui social a fare da deterrente. Invece niente. Così a Capodanno il frastuono dei botti è arrivato fino alla Tolla nonostante sia una zona parecchio tranquilla. Il fatto che i controlli non ci sono stati fa riflettere sulle possibili indicazioni per il futuro. Intano si potrebbe vietare pure la vendita dei petardi avviando una campagna di educazione. Ma – conclude – resto dell’opinione che con tre contravvenzioni rese note a tutti non avremmo vissuto un 31 dicembre così».
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