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l’emergenza coronavirus 

Capodanno, sarà comunque un cenone tra servizio in sala e consegne a domicilio

Sara Chiarei
Capodanno, sarà comunque un cenone tra servizio in sala e consegne a domicilio

Le scelte dei piombinesi viste dai ristoratori: tra disdette e prenotazioni ecco come sarà la serata di San Silvestro

31 dicembre 2021
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Sara Chiarei

PIOMBINO. Inevitabilmente ci assale un po’ di nostalgia pensando che appena qualche anno fa trovare un posto al ristorante per il cenone del 31 dicembre era considerabile al pari di una missione impossibile. Lo scenario odierno è assai diverso, le piazze sono vuote e i contagi in aumento creano un clima misto di ansia e paura. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia, i locali per quanto si siano dovuti organizzare ridimensionando non di poco i propri posti, sono comunque aperti rispetto allo scorso anno che da decreto dovettero tenere la saracinesca abbassata. Certamente le disdette non sono mancate anche per il cenone di stasera e anzi, sono state all’ordine del giorno fino all’ultimo momento ma, alla fine, molti ristoratori sono riusciti a reintegrare le uscite con nuove entrate.

«Abbiamo ricevuto molte disdette – dice Fabio Martellucci, proprietario di Al solito posto beach – in particolare per compleanni e cene prenatalizie. Per l’ultimo dell’anno invece, nonostante le numerose rinunce siamo riusciti a reintegrare. Chiaramente non si parla dei numeri che facevamo in prima della pandemia, quando la sala poteva contenere anche 140 persone. Quest’anno pur essendo al completo non potremo superare le 80 unità in virtù del distanziamento. Per noi è un po’ strano, ma mi rendo conto che è un modo per lavorare bene e in sicurezza, quindi ovviamente mi accontento».

Anche in centro la settimana è stata complicata da un valzer di disdette e prenotazioni, ma alla fine i posti disponibili sono andati esauriti. «Ci sono state numerose rinunce soprattutto per le tavolate aziendali dalle 15 alle 20 persone – dice Riccardo Martinelli di Fuoco alla Torre –, mentre per il Capodanno le richieste riguardano principalmente tavoli da due, si cerca quindi una cena molto familiare. È stato un po’ faticoso, ma alla fine sono soddisfatto del risultato finale, quello che fa un po’ impressione è che gli anni scorsi tutti noi dovevamo mandare via la gente». «Per stasera abbiamo recuperato – dice Davide Govi de La Rocchetta –, siamo al completo. Anzi, ho dovuto dire di no a diverse persone che intendevano presentarsi col solo tampone, quando come sappiamo ora è necessario il green pass rafforzato. Certo, le disdette non sono mancate specie nel mese di dicembre, molto più magro rispetto al solito, ma dobbiamo anche pensare che lo scorso anno eravamo chiusi e quindi mi ritengo soddisfattissimo di questo fine anno».

C’è chi ha puntato sull’asporto, un servizio divenuto prezioso durante i periodi di lockdown in cui molte persone hanno potuto riassaporare sapori e profumi diversi da quelli della propria cucina di casa e che ora sta tornando in auge anche sulla base dell’elevato numero di quarantenati e positivi. «Quando un mese fa – dice Carlo Muti de L’Osteria – ho pianificato il menù di Capodanno mi sono subito organizzato per farlo anche da asporto e a domicilio, infatti ho già circa 25 ordini, di cui dieci verranno a prendere la cena mentre ai restanti la porterò io, e ho dovuto dare un limite perché comunque sarò presente anche col servizio in sala dove ho ricevuto fino all’ultimo sia disdette che prenotazioni». «Purtroppo eravamo partiti al completo – conclude Christopher Tanfi di Osteria L’Ubaldino –, ma nell’ultima settimana ho ricevuto quasi il 70 per cento di cancellazioni, alcuni mi hanno chiesto se fosse possibile l’asporto, così mi sono reso disponibile a effettuare anche questo servizio».

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