Il Tirreno

dalla pagina social una mostra  

Scatti emblematici raccontano la storia della vita a Rio nell’Elba

Lu. Ci.

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RIO NELL’ELBA. Oltre un anno di lavoro certosino. Più di trecento foto visionate, tutte risalenti agli anni compresi fra le due guerre che immortalano angoli caratteristici, ma anche personaggi, mestieri di Rio Castello, per arrivare a sceglierne le migliori. Che oggi sono pubblicate in gigantografie e collocate nei luoghi più attinenti alle istantanee e pubblicate. E nel frattempo domenica 2 gennaio 2022, al teatrino Garibaldi in via Ilario Zambelli, dalle 15 in poi, l’intero pacchetto sarà presentato e pure commentato dai promotori dell’iniziativa.

Stiamo parlando di un collage che solo di recente ha visto la sua conclusione e che si è sviluppato da un’idea lanciata sui social da Marcello Squarci e Andrea Cignoni, amministratori del gruppo Fb “Rio nell’Elba com’eremo”, corroborati nell’impresa e sostenuti nella loro ricerca, da volontari e residenti.

È nato in questo modo il progetto “Rio Castello, Cento anni di storia attraverso le immagini e la memoria”.

Si tratta della mostra fotografica permanente dedicata a tutti i riesi, vicini e lontani che qui hanno avuto le loro origini. «Per non dimenticare la nostra storia – si legge sulla locandina – Per non disperdere quel patrimonio che riteniamo doveroso lasciare ai nostri figli».

Non c’è un punto stabilito da cui iniziare a visionare la mostra fotografica. Basta salire nella piazza centrale, piazza del Popolo per vederne uno dove lo spettatore potrà apprezzare come era quella piazza tanti anni prima e confrontarla con l’attuale per riscontrare ciò che è cambiato da ciò che invece è rimasto immutato. E poi iniziare un percorso partendo dai luoghi di culto. Dal Padreterno, per esempio, esattamente sopra il bivio che porta lo stesso nome, per passare alla chiesetta delle Anime nel cui interno è stato istallato un presepe meccanico, sempre visitabile oppure alla chiesa della Pietà, per finire all’ingresso della strada carrozzabile che porta all’eremo di Santa Caterina.

Difficile che le persone ritratte vengano riconosciute dai visitatori. Sono personaggi emblematici, che hanno fatto la loro storia, quella piccola, del borgo dei minatori. I luoghi, poi, sono quelli canonici, come la sorgente dei Canali e, nei pressi, i lavatoi pubblici, dove le donne puntualmente vi si recavano per lavare i panni che indossavano i loro mariti, quando rientravano nelle loro case terminato il turno di lavoro nelle cave di Rio Albano o di Valle Giove. Acqua rossa usciva dalla vasca verso il Piano, frammista a terra e fango. E nella parte alta del paese, altro luogo topico è il Buchino che rappresenta la fine dell’abitato e l’inizio della campagna. Senza dimenticarsi di passare da via Taddeo Taddei Castelli, patriota e letterato, dove è possibile ammirare un poster che riproduce diverse istantanee fra cui una foto in cui si riconosce l’ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini, imparentato con la famiglia Castelli, mentre tiene a braccetto la nobildonna Ezzelina Taddei, moglie del colonnello Dino Taddei Castelli, che è lo stesso che compare in un altro scatto dove è ritratto in divisa militare in sella al suo cavallo nero, impegnato a scendere da una scarpata quasi perpendicolare. Il colonello ne andava fiero di questa fotografia che non perdeva occasione di far vedere ai suoi familiari e ai suoi più stretti amici.



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