Gioco
«La posidonia anti-erosione resti dove la porta il mare»
Bedini (istituto di biologia marina) ricorda gli alti costi del passato per la rimozione «E comunque quelle foglie potrebbero essere usate per fare mattoni alleggeriti»
Francesca Lenzi.
PIOMBINO. Alcuni giorni fa il portavoce di Ascolta Piombino, Riccardo Gelichi, ha commentato con perplessità la determina dirigenziale del 14 dicembre che interessa il riposizionamento della posidonia spiaggiata. Nel documento si parla di «resti vegetali sempre più in contrasto con la fruizione balneare durante il periodo estivo (con tanto) di numerose lamentale da parte dei bagnanti e potenziali problemi d’immagine al sistema turistico del territorio». Si precisa, poi, l’intervento di «spostamento del materiale organico in una zona appartata della stessa spiaggia individuata nel pennello in massi dell’argine sinistro del Rio Salivoli. Ritenuto pertanto necessario predisporre un progetto per il riposizionamento della Posidonia spiaggiata, al fine di difendere l’arenile dall’erosione durante il periodo invernale». Ecco quindi il motivo del riposizionamento recente della posidonia a Salivoli.
Un’operazione che Gelichi ha criticato nella sostanza e nell’importo economico: «Il progetto, è costato al Comune 11.900 euro, la messa in opera 6700 euro, totale di circa 18mila euro; alghe che si sommeranno a quelle portate naturalmente dal mare. Un’operazione mai ritenuta necessaria negli anni precedenti che lascia molto perplessi».
Sul tema interviene anche Roberto Bedini. A chi dà ragione, fra Comune e Gelichi, il direttore dell’istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino? A nessuno dei due. «La posidonia è la principale difesa contro l’erosione – afferma Bedini – Quindi bene che ci sia. Il fatto è che va lasciata dov’è, senza spostarla in determinati periodi dell’anno. Certamente i costi in un’operazione come quella effettuata adesso dall’amministrazione comunale sono molto più bassi rispetto al passato, quando la posidonia si toglieva e basta rendendola di fatto un rifiuto speciale. Nel solo biennio 1999-2000 per la provincia di Livorno il costo fu di un milione di euro. Ed è risalente a quel periodo il progetto Interreg che portammo avanti come istituto insieme a importanti università, sul riutilizzo delle foglie spiaggiate di posidonia oceanica».
Secondo Bedini dunque «queste possono essere usate al posto delle palline di polistirolo per fare mattoni alleggeriti. Detto questo, quando possibile, è bene che la posidonia resti dov’è».
Anche perché a Salivoli, di fatto, rappresenta l’unica barriera contro la forza dirompente del mare. Altrove, a protezione della costa, ci sono le beach rock. È il caso della costa est. «Dove le rocce sono presenti, l’azione marina viene smorzata e il litorale è meno eroso – dice Bedini – Qui basterebbe integrare, nelle aree più sguarnite, con massi ad hoc. In ogni caso si deve intervenire a mare. Qualsiasi opera a terra è transitoria».
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