Il Tirreno

Anche l’Aci tifa per Sinibaldi, pronto per la terza Dakar

Il pilota piombinese in gara col romagnolo Schiumarini 

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PIOMBINO. L’Aci Livorno «saluta con entusiasmo la partecipazione alla Dakar 2022 del proprio associato Stefano Sinibaldi, eclettico uomo di motorsport».

Numero di gara 268, vettura Mitsubishi Pajero Wrc: ecco il biglietto da visita di Sinibaldi che sarà alla sua terza partecipazione alla celebre maratona per Auto, moto, camion, una nuova avventura che affronterà alternandosi alla guida con il romagnolo Andrea Schiumarini. Sinibaldi proviene dal mondo del rally, dove milita dal 1991, ed è passato a piccoli passi ad inseguire il “sogno dakariano”. Il piombinese è stato anche navigatore ufficiale Fiat Abarth nel 1999. Diverse anche le gare di campionati mondiali a cui ha partecipato, ricoprendo poi anche il ruolo di direttore sportivo e logistico. Con oltre 200 gare all’attivo come navigatore e oltre 100 come pilota ha sempre avuto il sogno nel cassetto della Dakar, che ha realizzato nel 2016 e nel 2019, ma senza riuscire a concluderle. Ed adesso si troverà al fianco di Andrea Schiumarini, con il quale ha già condiviso qualche gara.

Sarà un capodanno molto speciale, quello di Sinibaldi, che insieme al suo compagno di avventura avrà davanti a sé 8.000 km di percorso, di cui 4.300 km di prove speciali suddivisi in 13 tappe, attraversando il territorio selvaggio dell’Arabia Saudita. Deserto, sabbia, roccia e percorsi ricchi di insidie sono le caratteristiche della Dakar che ha sempre rappresentato per i piloti un sogno da coronare.

«Mi aspetto di fare una bella Dakar – dice Sinibaldi – ho grande fiducia in Andrea e spero di ottenere un buon risultato. Quando dico “bella” intendo dire che vorrei divertirmi e terminarla, ma se questo avviene anche con una buona posizione ancora meglio. Io non sono stato in Arabia ma mi sono fatto raccontare un po’ da Andrea com’è il territorio: anche se non ci saranno le dune immense e altissime del Peru, immagino che ci sarà tanta sabbia, sicuramente più della Dakar Argentina-Bolivia che ho fatto io. Dal mio punto di vista – conclude – dovrò capire come funziona il road book digitale, perché non l’ho mai usato.



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