Sicurezza
Oltre 100 cesti della solidarietà per aiutare famiglie in difficoltà
Il ristorante La Lanterna rinnova l’iniziativa inaugurata a Natale dello scorso anno Il titolare: «Sono pacchi di generi alimentari per soddisfare i bisogni di base»
san vincenzo. A rompere il velo del riserbo è l’amministrazione comunale di San Vincenzo. A distanza di qualche giorno accende i riflettori sull’iniziativa di solidarietà realizzata dal ristorante La Lanterna di San Vincenzo: 101 pacchi alimentari donati ad altrettante famiglie seguite dai servizi sociali e consegnati a domicilio. Una luce di solidarietà che regala sorrisi ai bambini, alle loro famiglie e a persone sole.
«Volevamo dare continuità a quanto fatto lo scorso anno quando cucinammo e donammo 140 pasti, ma avevamo problemi di personale in cucina e ci sarebbe stato impossibile mantenere la stessa formula. Da qui l’idea di confezionare dei pacchi con generi alimentari che potessero soddisfare i bisogni di base senza rinunciare a tendere una mano a chi ha bisogno per delle nostre difficoltà organizzative», dice Stefano Puliti, che collabora con la figlia Regina nel locale che gestiscono dal 2013.
Questa la mappa delle famiglie bisognose individuate dal ristorante La Lanterna con gli uffici dei Servizi sociali del territorio dell’Asl Toscana Nord ovest: 20 a San Vincenzo, 28 tra Campiglia Marittima e Venturina Terme, una a Monteverdi Marittimo, tre a Riotorto, 46 a Piombino e tre a Sassetta. Le confezioni sono state consegnate secondo le indicazioni avute dalla Società della salute. I titolari del ristorante, che affaccia sul mare di San Vincenzo, da anni si proponevano per iniziative di solidarietà. Ma tendere una mano non è semplice e deve seguire delle regole a tutela delle persone che si vuole aiutare. Da qui la scelta di collaborare come in occasione delle festività di Natale dello scorso anno con l’Asl.
Pacchi costruiti con il criterio della semplicità e praticità. «Abbiamo pensato a una sorta di borsa della spesa in cui abbiamo messo dal caffè alla pasta, dal tonno alle lenticchie, cotechino, parmigiano, prosciutto e altri generi alimentari che potessero incontrare il gusto di tutti – spiega Puliti –. Nel caso delle famiglie mussulmane tutti i preparati a base di carne di maiale ovviamente sono stati sostituiti con altri prodotti». Che aggiunge: «Avremmo voluto mettere anche una bottiglia di vino come segno di auguri ma dai Servizi sociali ci è stato spiegato che gli alcolici sono vietati». M.M.
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