La protesta
Covid, nuove regole e pioggia di disdette «Una vera mazzata per noi ristoratori»
L’aumento dei contagi in città e il giro di vite del Governo sta rovinando i piani delle attività che puntavano al pienone
Sara Chiarei
PIOMBINO. Il decreto Natale ha imposto un’ulteriore e decisa stretta per queste festività che, pur non intervenendo direttamente sul settore, ha comunque rappresentato una vera mazzata per i ristoranti.
Le nuove regole, infatti, prevedono già dallo scorso 25 dicembre il ritorno della mascherina anche all’aperto, obbligatoria la Ffp2 in alcuni luoghi come cinema, teatri, palazzetti, mezzi pubblici; super green pass anche per un caffè al bancone del bar e fino al 31 dicembre niente feste nelle piazze e discoteche chiuse. Poi dal 10 gennaio il Green pass rafforzato diverrà necessario anche per accedere a palestre, piscine, centri termali, parchi tematici, musei sale scommesse, casinò. Lo scopo è ovviamente quello di frenare la corsa impazzita della variante Omicron che negli ultimi sette giorni ha fatto schizzare i contagi alle stelle. Ma in questo clima di paura, incertezza e divieti sono in molti ad aver scelto di rinunciare al pranzo natalizio al ristorante, con la conseguenza che i ristoratori hanno dovuto sopportare numerose disdette dell’ultimo minuto. E ora si teme per il cenone dell’ultimo dell’anno.
«Molte disdette – dice Davide Govi, La Rocchetta – in tre giorni ho perso almeno una ventina di posti prenotati per Natale. Purtroppo un po’ me lo immaginavo, era nell’aria, i numeri stanno sfuggendo di mano passando da poche migliaia di contagi agli attuali oltre 50mila nell’arco di poco tempo. L’aspetto positivo è che rispetto allo scorso anno non veniamo da chiusure quindi abbiamo visto un po' di movimento fino a novembre, ma già a dicembre con l’inasprirsi della situazione, sono state sacrificate moltissime cene aziendali tipiche del periodo pre natalizio, e intanto qualche rinuncia è già arrivata anche per il 31. Bisogna pensare – conclude Govi – che tutto questo finirà ma nel frattempo tocca sacrificarsi, l’importante è che si capisca che certe attività hanno subito, e ancora stanno subendo moltissimo».
Poca aria di festa anche nelle parole di Sandro Cioni, Osteria “Albucogiusto” che si dice scarsamente ottimista per il Capodanno. «Ho ricevuto disdette per il giorno di Natale – dice – mentre per il cenone di venerdì per ora abbiamo prenotazioni, tuttavia non mi sento tranquillo perché la situazione è tutt’altro che positiva. Diciamo pure che sono preparato, consapevole che la colpa di quanto sta accadendo non è certo imputabile a noi ristoratori».
C’è poi chi ad ora ha ricevuto poche disdette ma in compenso tantissime telefonate con richiesta di informazioni specifiche. «In molti – dice Giovanni Coppola, “Totò e Peppino” – hanno chiamato preoccupatissimi perché convinti di doversi sottoporre al tampone nonostante in possesso del Super green pass per venire a mangiare da noi. C’è molta confusione in proposito. Abbiamo risentito di qualche disdetta soprattutto da parte di famiglie con bambini, anche se siamo riusciti a reintegrare. Vediamo cosa accadrà per il 31».
L’ultimo decreto ha segnato dunque un dietro front rispetto alla volontà di festeggiare fuori casa, magari proprio davanti ad una bella tavola imbandita, fattore che aveva spinto moltissime persone a prenotare per tempo, facendo registrare praticamente ovunque sold out nei giorni di festa. E spostandoci dal centro in zona Salivoli cambia ben poco. «Anche noi abbiamo ricevuto disdette- dice Matteo Mettini, ristorante Al Borghetto – ho perso molti posti per il pranzo di Natale, mentre per Capodanno in un solo colpo mi hanno disdetto in 24. Il locale può ospitare circa 120 persone, purtroppo però, temo che durante la settimana arriveranno altre disdette. La gente chiama dicendo che non può venire ma la verità è che c’è molta paura, non era mai capitata una cosa simile».
Feste saltate
Dunque niente feste nelle piazze e concerti anche per questo San Silvestro. Saltano così anche i party che alcuni privati avevano deciso di organizzare e che da giorni venivano pubblicizzate sui social. «Ho annullato tutto - dice Letizia Silvestri proprietaria del negozio “Da Rosa”- avevo pensato di far suonare Carlino dj e brindare insieme al nuovo anno ma non me la sento di prendermi questa responsabilità. Anche qualora non fosse intervenuto il decreto governativo a vietare le feste, io avrei fatto comunque un passo indietro. La situazione è complicata- conclude - ci sono troppi contagi e ora come ora gestire un evento, sarebbe cosa impossibile». Stessa ratio adottata anche da Franco Bellatalla, Big Ben, che aveva chiamato dj Leporatti a scaldare l’atmosfera per salutare il 2022 in musica, ma anche qui niente da fare. «Ovviamente - dice - in virtù delle regole e della situazione epidemiologica non possiamo fare niente, la mia considerazione è che magari avrebbero potuto pubblicare prima questo decreto senza aspettare la Vigilia di Natale, cosa che ha messo tutti in difficoltà». Anche alla pista di via Ferrer non ci sarà nessuna festa. Si potrà però accogliere il nuovo anno pattinando dalle 22 all’1 di notte.
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