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Campo Lo Feno, i tecnici tornano in strada Martedì il sopralluogo a 13 mesi dalla frana
Via alle verifiche per testare l’efficacia dei lavori e per valutare la riapertura senza più il senso unico alternato
CAMPO NELL’ELBA. Martedì prossimo, subito dopo Natale, arrivano a Campo Lo Feno tre ingegneri e altri tecnici della Provincia livornese.
È stato infatti deciso un sopralluogo lungo la strada provinciale 25, al km 21,700, dove avvenne la nota frana di crollo il 15 novembre 2021. Accadde quindi in territorio marcianese, purtroppo soggetto a tali fenomeni da sempre, determinando un'interruzione della circolazione per ben sei mesi. Non a caso esplose una protesta popolare. A vedere come stanno le cose dopo 13 mesi dalla frana, ci sarà l'ingegner Paolo Barsotti, direttore lavori dello Studio Ingeo di Lucca e i suoi colleghi Simone Lubrano, nuovo responsabile del servizio viabilità della Provincia, subentrato come responsabile del progetto all'ingegner Massimo Canigiani pensionato da pochi giorni, nonché l'ingegner Alice Mazze, unitamente ad altri tecnici provinciali del distretto stradale elbano.
Lo scopo è quello di fare il punto della situazione, andando direttamente a verificare l'esito dei numerosi interventi attuati per rimettere in sicurezza il più possibile la zona, da cui ora si passa con semaforo a senso unico alternato. Ricordiamo che tale frana per fortuna non comportò danni specifici alle persone e le maggiori conseguenze furono, come detto, l'interruzione della circolazione stradale durata fino al maggio 2021, con disagi notevoli negli spostamenti con i mezzi di trasporto ed era concesso il passaggio solo ai mezzi di soccorso e allo scuolabus.
L'episodio riversò pietroni sulla strada, nei pressi della proprietà dell'avvocato Alberto Chiarelli di Firenze. Complessi i lavori di bonifica e sistemazione dell'aerea: da alcuni dicchi (corpi rocciosi verticali) del Capanne, posti a 80 metri di altezza dalla strada, dai quali era partita la frana per cause naturali, furono fatte cadere dai rocciatori le pietre pericolanti, poi una rete metallica è stata posta per metri e metri ad abbracciare i pendii del monte Capanne, con l'ausilio anche di un elicottero, e infine è stata creata la maxirete paramassi lunga 100 metri e alta 7, per proteggere proprio quello specifico tratto di strada. Ma sul finire dei lavori intorno a ottobre, fu decisa una variante in corso d'opera in quanto c'era ancora da ricostruire, nel punto della frana, il muretto di protezione a valle, sul lato monte, e inoltre occorreva una riparazione della relativa barriera metallica».
Lavori su strutture preesistenti – precisano in Provincia – «che sono stati decisi per accrescere il livello di sicurezza della strada. Non solo, sono state fatte altre opere di ingegneria naturalistica per salvaguardare meglio la scarpata ed evitare fenomeni di ruscellamento di acqua piovana». E ovviamente poi si è dovuto anche portar via dalla proprietà Chiarelli i pietroni caduti. «Il sopralluogo – dicono gli addetti ai lavori – servirà a verificare la conclusione degli interventi e a concordare eventuali necessità relative all'ultimazione delle opere».
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