Addio ad Arietto Martelli voce e memoria del borgo campigliese
campiglia. Addio ad Arietto Martelli. Scrittore e cultore delle tradizioni campigliesi è morto il 24 dicembre, aveva 81. Profondo il cordoglio nella comunità campigliese a cui Martelli ha da sempre dedicato la sua passione di custode della memoria. Ex dipendente Solvay ha sempre coltivato la sua passione per lo scrivere e la composizione di rime, unita all’impegno politico e soprattutto nel volontariato.
Tra le sue opere più celebri i quattro libri in rima ispirati all’olmo secolare di fronte alla Rocca, l’albero di Cecchino che dopo oltre due secoli nel giugno 2018 è stato abbattuto.
«L’idea di fondo è quella di salvare la memoria di un mondo che io ricordo, e che ritengo significativo e importante per capire il luogo in cui viviamo e, contemporaneamente, rendergli omaggio». Così Martelli in un’intervista al Tirreno di alcuni anni fa. Così lo ricorda la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati: «Un’istituzione, un uomo d’altri tempi con un profondo amore verso il suo paese e le sue radici. Con lui se ne va un pezzo importante di storia che Arietto si era adoperato a disseminare, grazie ai suoi scritti e alle sue parole».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
