Il Tirreno

Portoferraio 

Un Parco più ecosostenibile con 3,1 milioni del ministero

Antonella Danesi
Un Parco più ecosostenibile con 3,1 milioni del ministero

Il Pnat ha ottenuto un finanziamento dal ministero della Transizione ecologica per il contenimento del cambiamento climatico e la riduzione delle emissioni

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Antonella Danesi

Portoferraio. Il Ministero per la transizione ecologica ha assegnato al Parco nazionale dell’arcipelago toscano (Pnat) 3 milioni e 144 mila euro per interventi di contenimento del cambiamento climatico e di emissioni nell’atmosfera. Un finanziamento che è stata la ciliegina sulla torta di un 2021 è stato un anno pieno di soddisfazioni per il Pnat. A comunicare l’arrivo dei fondi è stato ieri il presidente Giampiero Sammuri durante la “Giornata della trasparenza” in cui sono stati illustrati i riconoscimenti e i risultati raggiunti durante l’anno.

Degli oltre tre milioni di euro finanziati dal ministero, 921 mila euro sono destinati al ripristino ambientale del Fosso di Pomonte. E ancora il ripristino delle aree costiere degradate della zona umida di mola, finanziate per 549 mila euro. «È un finanziamento importante – ha detto il presidente Sammuri – perché ci consentirà di bonificare queste aree». Un altro milione e 119 mila euro invece sono destinati all’efficientamento energetico del complesso delle Galeazze, a Portoferraio, in cui è previsto il Centro di Interpretazione per i Mammiferi Marini. «Potremo rendere la struttura totalmente efficiente dal punto di vista energetico – ha spiegato Sammuri – e per un immobile di quelle dimensioni questo ha una grande rilevanza».

Il parco ha anche intenzione di acquistare veicoli ibridi con una spesa di 102 mila euro e ancora circa 407.500 euro sono destinati all’estensione di interventi di riqualificazione forestale per impianti di origine artificiale. Infine 45 mila euro serviranno per alle stazioni meteorologiche dedicate alle previsioni meteo funzionali alle attività antincendio.

Le azioni messe in campo, nel 2021 hanno portato a importanti riconoscimenti nell’anno della celebrazione dei 25 anni del parco, tra cui il suo inserimento nella “Green list” della Iucn, in cui sono inseriti soltanto 60 parchi nel mondo e solo 3 italiani, il rinnovo della certificazione della Ctfs, la carta europea del turismo sostenibile (che viene rinnovata ogni 5 anni) e che nella fase 2 ha visto inserite anche 32 strutture recettive dell’isola. E ancora il conferimento del Pegaso da parte della Regione Toscana per i 25 anni compiuti dall’ente, per tutte le azioni che ha compito nei due decenni e mezzo di vita.

L’impegno del parco continua anche sul fronte del contenimento degli ungulati che quest’anno ha avuto risultati definiti «ottimi». Nel 2021, fino a ora, il parco ha prelevato 814 cinghiali e 128 mufloni. La maggior parte degli animali è stata prelevata con catture ma molti anche con abbattimenti da parte di agenti di polizia provinciale o selecontrollori. «Per la parte del territorio che compete al Parco – spiega Sammuri – noi continueremo con l’intensa attività che abbiamo fatto. Ricordo che in 20 anni l’ente ha rimosso circa 20 mila cinghiali dall’Elba. Mi immagino cosa sarebbe stato se non avesse fatto questo tipo di intervento. Intensificheremo l’attività in questo senso ma credo sia importante che anche nella parte esterna all’area protetta vengano prese le iniziative che tutti i sindaci hanno chiesto anche alla regione toscana circa la zona vocata o meno. C’è bisogno di una decisione complessiva che non spetta solamente a noi».

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