Il Tirreno

bilancio 2021 positivo 

Nell’emergenza pandemia l’Avis registra l’8% in più di donazioni di sangue

Sara Chiarei
Nell’emergenza pandemia l’Avis registra l’8% in più di donazioni di sangue

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Sara Chiarei

PIOMBINO. A conferma del fatto che spesso è nel momento del bisogno che la gente mostra il lato migliore di sé, l’Avis zonale chiude questo 2021 con un bilancio sorprendentemente positivo. Questo grazie alla risposta dei donatori che, seppure in un così delicato frangente storico, ha superato le migliori aspettative.

«A pochi giorni dalla fine di questo anno - dice Alessio Demi, presidente Avis Piombino- abbiamo circa l’8% in più di donazioni di sangue rispetto al 2020, che a sua volta aveva già mostrato un incremento rispetto all’anno precedente».

I dati riguardano il territorio della Val di Cornia e hanno acceso speranze ed ottimismo dei volontari alla sede di via della Repubblica in quanto non fanno che confermare una tendenza già individuata nei dodici mesi precedenti, quando l’Italia si trovava nel pieno delle prime ondate di Covid ed il lock-down di marzo aveva reso complicato anche uscire di casa se sprovvisti di autocertificazione ed un valido motivo in tasca.

«“La sede era chiusa - continua Demi - noi dovevamo riorganizzarci completamente e gli ospedali off limits, ciononostante la gente ha reagito recandosi a donare. Quello che ci sembra di buon auspicio è che sebbene non abbiamo ancora ripreso alcune delle nostre attività di sensibilizzazione, come quella nelle scuole, la percentuale nel 2021 è continuata a crescere arrivando a toccare le 4.000 donazioni tra sangue e plasma e l’obiettivo per il 2022 è di superarsi ancora».

Il picco nella nostra zona lo si raggiunse nel 2015, un anno ricordato all’Avis come particolarmente felice. «Arrivammo a quota 4.300 donazioni - dice Enzo Gilardetti, presidente Avis Val di Cornia - dopodiché anche a seguito della ristrutturazione del centro trasfusionale di Piombino passato da un organico di due medici ad uno soltanto, il trend è andato diminuendo. Nel 2020, dopo un primo momento di panico, ci siamo saputi riorganizzare facendo tutto da casa e curando più capillarmente i singoli donatori, ma lo spirito di solidarietà di piombinesi e residenti in Val di Cornia ha fatto il resto, restituendoci questa piacevole sorpresa».

In coincidenza con la pandemia molte persone si sono iscritte per la prima volta, una spinta che è mancata negli anni passati anche in seno al calo demografico e alla carenza di giovani rispetto al passato, e ora motivati e fiduciosi si guarda al 2022 con moltissime idee da concretizzare. «Il prossimo anno - sottolinea Demi - si festeggerà il 65° anniversario dell’Avis Piombino quindi vorremmo organizzare diverse iniziative tra cui una mostra fotografica, mentre già il 7 e 8 gennaio faremo una maratona della solidarietà insieme ai podisti Avis. Inoltre per settembre vorremmo far realizzare dei quadrati ad uncinetto e ricavarne sciarpe da vendere per aiutare donne vittime di violenza ad avere un loro rifugio». Fare rete, del resto, è fondamentale al punto che Avis ha aperto le proprie porte ad altre associazioni.

« Con la pandemia - conclude Gilardetti - chi aveva la sede all’interno dell’ospedale è stato allontanato, così abbiamo deciso di offrire ospitalità nella nostra che è molto capiente. Ora condividiamo la sede con AIDO, “Sempre donna”, associazione diabetici e Cure palliative e mettiamo a disposizione la sala riunioni a chiunque ne abbia bisogno».



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