Gioco
Infermieri di famiglia al lavoro da oggi anche all’isola d’Elba
L’Asl Toscana Nord Ovest riassegna le mansioni a otto paramedici e fa partire il nuovo servizio in tutti i comuni elbani ad eccezione di quello di Portoferraio
Portoferraio. Da oggi il servizio dell’infermiere di famiglia e di comunità parte anche nell’Asl Toscana nord-ovest zona distretto dell’Elba. In questa prima fase saranno interessati i comuni di Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro e Rio per un totale di circa 20 mila abitanti. Nei prossimi mesi l’attività sarà estesa anche al comune di Portoferraio.
L’Asl comunica che al servizio sono dedicati otto infermieri. I nomi resi noti sono quelli di Valentina Monari (Casa della salute di Rio), Sabrina Donati (Centro socio sanitario di Porto Azzurro e di Capoliveri) ed Eletta Bonanno (Centro socio sanitario di Marciana Marina). Al momento il servizio pare sia stato attivato grazie a personale paramedico già presente sul territorio piuttosto che attraverso i rinforzi promessi per l’isola.
«L’introduzione di questa importante figura a livello territoriale è stata voluta dalla direzione aziendale, dal dipartimento infermieristico ostetrico, dal dipartimento della medicina generale e dal dipartimento delle cure primarie, unitamente alla direzione della zona distretto dell’Elba – si legge in una nota dell’Asl –. La nuova modalità di organizzare l’assistenza infermieristica sul territorio, promossa dalla Regione Toscana, è centrata sulla persona e sulla famiglia nella lettura della globalità delle loro necessità. In pratica il cittadino avrà un unico infermiere come punto di riferimento per tutti i suoi bisogni».
«L’ambito domiciliare – prosegue la Asl – è quello preferenziale in cui perseguire gli obiettivi di salute dei singoli e delle famiglie. Il nuovo modello, nel rispetto della territorialità e della prossimità, prevede che a ogni infermiere sia affidato un gruppo di popolazione identificato geograficamente. Questo modello organizzativo rafforza il territorio, tenendo conto del fabbisogno quotidiano della cittadinanza all’interno di uno scenario sociale e familiare sempre più complesso. La scelta del nuovo modello è frutto della volontà di garantire risposte adeguate, appropriatezza clinico-organizzativa e soprattutto competenze multidisciplinari messe al servizio dei cittadini nei momenti di loro maggiore fragilità».
«Il nuovo modello – conclude la Asl – nasce quindi per avvicinare la risposta sanitaria al domicilio del paziente, in modo da aiutare i cittadini ad accedere in maniera sempre più appropriata ai servizi sanitari e sociosanitari territoriali. Il servizio è condotto in stretta integrazione con il medico di medicina generale e con gli altri professionisti della salute che operano nel territorio. L’infermiere di famiglia e di comunità orienta infatti persone e famiglie nella rete dei servizi territoriali facilitandone l’accesso e la continuità assistenziale. Si tratta, fra l’altro, di un passo avanti nell’ottica del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il documento del governo italiano e che illustra quali progetti l’Italia intende realizzare grazie ai fondi dell’Unione europea».
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