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Marciana 

La Provinciale come un fiume Nuove perdite d’acqua a Patresi

Stefano Bramanti
La Provinciale come un fiume Nuove perdite d’acqua a Patresi

Anselmi: «Lo abbiamo segnalato ad Asa, ma non sono ancora intervenuti» Ed è polemica per la sorgente del Bollero: sempre attiva, ma mai raccolta

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Stefano Bramanti

Marciana. Nell’isola “assetata” continuano gli sprechi d’acqua. Complice il periodo invernale sono meno evidenti, ma le perdite rappresentano comunque un problema. Vincenzo Anselmi, oltre che albergatore a Patresi anche ambientalista e volontario del Cai (Club alpino italiano) sottosezione dell’Elba, segnala due casi di spreco idrico: uno riguarda la sorgente del Bollero, che sgorga abbondante acqua da un tubo che viene disperso; l’altra è l’ennesima perdita sulla provinciale 25, non ancora riparata nonostante le segnalazioni.

«La sorgente del Bollero è notevole – dice il titolare del Belmare –. Anche in estate ha una certa forza ma l’acqua non viene mai raccolta. Un altro spreco si verifica poi sulla provinciale 25, che si trova sotto il mio albergo: in questo momento è presente un nuovo guasto alla tubatura, nonostante sulla strada si vedano tracce di altre tre riparazioni. È da due giorni che segnaliamo le perdite: un piccolo fiume di acqua che scorre. Abbiamo chiamato Asa, ma mi pare che esista solo una squadra attiva per questo versante e ancora non riescono a intervenire. Intanto tanta acqua potabile va via, un altro spreco purtroppo».

Una situazione che fa a pugni con la carenza d’acqua nell’isola ma che, purtroppo, rappresenta una costante: tanta acqua elbana finisce in mare. «Ogni anno – spiega il geologo Alessandro Damiani dello studio Geatec e Arpageo, che lavora sull’isola da anni – circa 45 milioni di metri cubi di pioggia bagnano il terreno dell’Elba. Di questa quantità solo 9 milioni di metri cubi si infiltrano nel sottosuolo e in parte poi fuoriescono come acqua sorgiva oppure vengono estratti dal terreno tramite i pozzi. Una parte dell’acqua piovana “infiltrata” può defluire in mare attraverso le fratture profonde delle rocce, ma il problema sono soprattutto i circa 36 milioni di metri cubi di acqua piovana che finisce in mare attraverso i fossi o i corsi d’acqua o anche semplicemente scorrendo sulla superficie del terreno».

«Tutto ciò fa capire come sia importante cercare di trattenere il più possibile tale acqua con sistemi di accumulo, possibilmente interrati, con progetti ad hoc in modo da restituire alla comunità grosse quantità di acqua di qualità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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