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Portoferraio 

Zini: «Sull’Area marina protetta andremo avanti anche da soli»

Giuseppe Boi
Zini: «Sull’Area marina protetta andremo avanti anche da soli»

Il sindaco annuncia l’intenzione di tutelare il tratto di costa delle spiagge bianche estendendo il Parco «anche se gli altri Comuni decideranno di non aderire»

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Giuseppe Boi

Portoferraio. La giunta comunale di Portoferraio schiaccia l’acceleratore sull’area marina protetta. «Stiamo lavorando all’estensione al mare del Parco», ha rivelato il sindaco Angelo Zini, dichiarandosi pronto ad andare avanti col progetto «anche se gli altri Comuni decideranno di non aderire». Insomma, avanti tutta anche se da soli. Una posizione che rischia di spaccare la politica e l’imprenditoria isolana.

«Se l’Elba non trova un accordo sull’area marina protetta, il Comune di Portoferraio andrà avanti nel percorso da solo», ha ribadito ai giornalisti Zini. Il progetto è quello di proteggere il tratto di costa delle spiagge bianche. E per farlo il sindaco portoferraiese punta al modello Capraia. Nella terza isola della Toscana è infatti stata creata un’Area marina protetta nonostante non sia ancora costituita quella prevista dal Parco nazionale dell’arcipelago. La costa e il mare sono divisi in una zona A di protezione totale (vietati l’accesso, la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la pesca e l’immersione) e in una zona B in cui la pesca e le attività turistiche sono consentite.

Il tema della tutela delle coste e del mare elbano è infatti un tema delicato, oltre che chiave, del dibattito elbano. Nessuno nega l’importanza e il problema di preservare l’ambiente marino isolano. Diversa è la valutazione sull’impatto dell’attivazione di un’area marina protetta sulle attività economiche. Diversi sindaci – come, ad esempio, Davide Montauti di Campo nell’Elba – hanno sollevato più di una perplessità. Posizione simile a quella degli albergatori elbani: «Siamo favorevoli – si legge nella relazione del presidente Massimo De Ferrari al Forum turismo Elba – a una regolamentazione e salvaguardia del mare che tenga conto delle esigenze della balneazione, della pesca, dell’accesso via mare alle spiagge urbanizzate, della fruizione sportiva. Per questo era già stato proposto di concertare una soluzione. Solo così l’istituzione del Parco marino potrò trovarci favorevoli, l’imposizione ci troverà contrari».

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