Il Tirreno

il protocollo 

Quando fare il tampone e quando si attiva la didattica a distanza

F.L.

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PIOMBINO. «La situazione numerica nella quale siamo adesso è la stessa dell’anno scorso».

Ad affermarlo è Alessandro Barbieri, responsabile igiene pubblica per la zona Valli Etrusche dell’Asl Nord ovest che precisa: «La nota positiva è che gli ospedali non sono presi d’assalto. Il numero, però, è elevato come l’anno scorso, sebbene la percentuale di positività sia più bassa. Di tamponi, infatti, ne vengono fatti tantissimi, e la percentuale viaggia intorno a 3-3.5 per cento, con la zona piombinese messa decisamente meglio rispetto all’area nord della provincia». E dei casi in aumento, una buona parte riguarda le scuole, dove talvolta si fa difficoltà a gestire l’attività sulla base dei casi rilevati nelle classi. «Esiste una circolare con un protocollo standardizzato per gli istituti – spiega Barbieri – Ovviamente c’è una serie di complicazioni che rende non semplice la gestione da parte dei dirigenti. Ad esempio, è capitato che alcune scuole abbiano attivato la procedura anche solo con il primo tampone antigenico positivo. In realtà il processo parte dal caso confermato con tampone molecolare. In questo caso la scuola deve inviare alle famiglie degli studenti dei voucher per far effettuare i tamponi, che possono essere fatti dal medico o pediatra, in farmacia o drive through». Quanto al protocollo, in sintesi: «Nell’infanzia, da zero anni, di fronte a un solo caso di positività, si va tutti in quarantena – dice Barbieri – Per i più grandi, fino alle superiori, con un solo caso si va in sorveglianza e si fa il tampone. Davanti a un secondo caso nella stessa classe, quarantena per i non vaccinati. Con tre casi, tutti in quarantena».



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