Il Tirreno

Sanità 

A Lucca 17 nuovi infermieri L’Elba ancora a quota zero

Giuseppe Boi
A Lucca 17 nuovi infermieri L’Elba ancora a quota zero

L’Asl rinforza la Piana Lucchese mentre le richieste dell’isola restano inascoltate Elba Salute: «Negati agli elbani i servizi medici che invece sono concessi ad altri»

3 MINUTI DI LETTURA





Giuseppe Boi

Portoferraio. Se fosse una competizione sportiva si direbbe che non c’è stata storia: Piana Lucchese 17-Portoferraio 0. Purtroppo però questa è una storia di sanità che non funziona. Racconta di diciassette infermieri di famiglia e comunità che l’Asl Toscana nord-ovest ha inviato a Lucca e Pescaglia per potenziare i servizi. L’intenzione dell’azienda sanitaria è addirittura quella di assumerne altri tre. Chissà se la promessa sarà mantenuta, di certo non è stata ancora rispettata la parola data all’Elba. Lo scorso 16 novembre la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani, l’assessore regionale al Diritto alla salute Simone Bezzini e il sindaco Angelo Zini (in qualità di presidente della conferenza dei sindaci elbani sulla sanità) avevano promesso sei infermieri entro dicembre. Più di metà mese è passato, ma nell’ospedale di Portoferraio non ve ne è traccia.

In realtà Zini aveva già fatto marcia indietro sulla questione paramedici e non solo. Le difficoltà nel far arrivare i rinforzi promessi erano emerse in una concitata telefonata dopo gli articoli con cui Il Tirreno ha denunciato il no dei sei medici individuati dalla Asl e la minaccia di dimissioni di Angelo Testa da responsabile della sezione di Medicina d’urgenza e dell’accettazione dell’ospedale portoferraiese. «Anche con gli infermieri la situazione è complessa: hanno dato la disponibilità solo in tre», aveva ammesso il sindaco.

Al momento neanche questi hanno preso servizio a Portoferraio. Così la notizia dei 17 infermieri in più nella Piana Lucchese non ha certo fatto felici gli elbani. «L’Asl assegna ben 17 infermieri di famiglia e comunità a Lucca e Pescaglia approfittando della passività della nostra politica», si legge in una nota del comitato “Elba salute” e del gruppo “Miglioriamo l’ospedale elbano” che sottolineano come «la riapertura dell’ospedale di comunità, prevista a fine mese di novembre, è ancora in “alto mare” così come l’assegnazione a Marina di Campo dell’infermiere di famiglia o di comunità prevista entro il 13 dicembre».

Ad animare ulteriormente la polemica è la notizia diffusa dall’Asl secondo cui l’ambulatorio di spirometria dell’ospedale di Portoferraio sarebbe diventato un polo di attrazione per l’intera Toscana. «Non ci spieghiamo come sia possibile se questo ambulatorio, considerando gli accessi da gennaio a settembre 2021, ha sottoposto a spirometria meno di una persona al giorno», affermano i due comitati di cittadini citando i dati forniti dall’Amministrazione trasparente della stessa Asl. Quindi l’attacco: «Dalla direzione dell’Asl ci saremmo aspettati non l’ennesima propaganda, ma il rispetto degli impegni presi e riportati nel crono programma del 25 novembre scorso come l’arrivo dell’ematologo, ancora “latitante”. Per non parlare della gravissima situazione in cui versa il pronto soccorso».

«Abbiamo bisogno – concludono i comitati – che si rispettino le promesse e soprattutto l’intelligenza degli Elbani: sono in grado di capire che a loro vengono negati servizi che invece vengono concessi ad altri».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa