No dei docenti alla “fusione” «Stabilità didattica a rischio»
Ottanta insegnanti del Cerboni firmano una lettera per chiedere alla Provincia lo stop all’unione col Foresi decisa alla luce delle proiezioni sul calo delle iscrizioni
Luigi Cignoni
PORTOFERRAIO. Stop alle procedure di accorpamento dei due maggiori istituti scolastici dell’Elba. Organizzare un incontro urgente a palazzo Granducale con i rappresentanti della Provincia di Livorno, del Comune di Portoferraio e della conferenza zonale per riesaminare e approfondire l’argomento. Riaprire la discussione, in quanto il provvedimento andrebbe a toccare da vicino le vite quotidiane e ledere i diritti di un’intera comunità scolastica che merita maggiore rispetto per il lavoro svolto in questi anni di servizio. Sono le proposte avanzate in una lettera inviata a tutti gli organi competenti da 88 fra docenti e personale Ata che prestano servizi in piazzale Buttafuoco.
Del resto le motivazioni della decisione dell’accorpamento sintetizzate nel verbale della Conferenza zonale non entrano nel merito della didattica. Bensì riguardano «il calo demografico degli studenti dell’Itcg Cerboni e le proiezione nei prossimi anni di iscrizioni sotto il numero di 400». Tale circostanza, secondo i firmatari, farebbe perdere la sede della dirigenza, con conseguente imposizione di fusione negli anni a venire. «L’unione delle due scuole – citano dal verbale i firmatari – comporterebbe una migliore organizzazione amministrativa, in quanto l’attuale dirigente del Cerboni a settembre andrà in pensione e le segreterie subirebbero un’ulteriore reggenza per la parte amministrativa».
Inoltre, negli allegati del Piano territoriale della Rete scolastica della Regione Toscana per il secondo ciclo, per quel che riguarda il “dimensionamento” per l’anno scolastico 2022-2023 si legge la «previsione da parte della provincia di Livorno della costruzione di un unico polo scolastico».
Il contratto per l’affidamento della progettazione definitiva è stato sottoscritto dalla presidente della Provincia Marida Bessi e la conclusione di questa fase progettuale è prevista entro il mese di gennaio 2022. Di rimando docenti e Ata chiedono perché non si è interpellata la comunità scolastica, su un progetto del genere.
«Vorremmo capire – scrivono – perché non si è sentita l’esigenza di condividere con la base una decisione così importante. Non dimentichiamoci poi che l’accorpamento delle due graduatorie interne dei docenti dell’Isis Foresi e Itcg Cerboni porterebbe a conseguenze che adesso sono difficili da prevedere nello specifico ma che, probabilmente, visti i tanti casi similari in giro per l’Italia, non potrebbe garantire la stabilità didattica per gli stessi studenti, con conseguenti tagli di cattedre e revisione delle assegnazioni. In un documento dell’Ufficio Regionale per la Toscana del 3 novembre 2021, sottoscritto dal direttore generale Ernesto Pellecchia, si legge: “Con riferimento al piano di riorganizzazione della rete scolastica e alle correlate implicazioni in ordine alla dotazione organica del personale Ata, si comunica l’impegno, da parte di questo Ufficio, ad assicurare, per quanto possibile, la compensazione del decremento di organico, compatibilmente con le risorse complessive assegnate a livello regionale e delle altre priorità di intervento».
«E questo – concludono i docenti del Cerboni firmatari della lettera – certo non ci tranquillizza».
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