Sicurezza
Camping Cig aderisce alla mobilitazione indetta da Cgil e Uil
PIOMBINO. Sciopero generale del 16 dicembre indetto da Cgil e Uil: il Coordinamento Camping Cig prende le distanze dalle decisioni della commissione di garanzia che restringe il campo e invita i lavoratori e le lavoratrici a respingere quello che definisce un tentativo di boicottaggio della protesta.
L’associazione parla di «sciopero necessario, che andava fatto prima, anziché finire a ridosso di Natale. Si è aspettato per non rompere l’unità sindacale di vertice, pur sapendo che la Cisl non avrebbe mai scioperato. Guai se adesso lo si revocasse, abboccando alle sirene di Draghi e del suo coro filogovernativo e filopadronale».
Per Camping Cig, l’ unità sindacale deve ripartire dai luoghi di lavoro, «basandosi sulla democrazia delle lavoratrici e dei lavoratori, iscritti e non iscritti ai sindacati, vera garanzia della forza e dell'autonomia dei sindacati stessi da padroni, governi e schieramenti politici».
Nella nota diffusa si invita a scioperare e a partecipare alle manifestazioni: «Come l'11 ottobre per lo sciopero del sindacalismo di base, stiamo dentro le mobilitazioni, attenti ai contenuti prima che agli schieramenti. Si tratta di conquistare sicurezza, a fronte delle morti quotidiane. Si tratta di fermare lo strapotere delle multinazionali come Jsw e Gkn, fermare Draghi e Confindustria, con i quali si torna alla Legge Fornero, con un aumento dell’età pensionabile e pensioni pubbliche da fame».
Camping Cig sottolinea l’assenza di fondi per la salute e per il servizio sanitario pubblico : «I due miliardi previsti sono insufficienti in tempi di pandemia e per giunta vanificati dal taglio dell’Irap mentre si rilancia l’Autonomia Differenziata, aggravando differenze in servizi e salario sociale. Nel carico, si trova anche l’aumento delle
bollette. E intanto – prosegue la nota – dilagano le delocalizzazioni, si adottano provvedimenti antisindacali, si colpisce la libertà di manifestare, strumentalizzando la difesa dal covid».
L’associazione auspica che lo sciopero del 16 diventi un primo passo per unire le innumerevoli vertenze aziendali in corso per il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro. L’associazione non ha dubbi: per essere credibili, i sindacati firmatari dell'accordo del 29 giugno, «che apre ponti d'oro ai licenziamenti, devono ritirare la firma. E’ in atto una qualche ripresa economica e invece le famiglie a basso reddito sono afflitte dagli aumenti di prezzi e tariffe e il Pnrr favorisce soprattutto le imprese».
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