Gioco
Francesco Luparini, il medico di Villamarina con la maratona nel sangue
Il chirurgo è reduce dalla gara di Valencia di domenica scorsa e nella prossima primavera punta sulla manifestazione organizzata a Boston
Sara Chiarei
PIOMBINO. Medico chirurgo e contemporaneamente maratoneta.
La corsa è una valvola di sfogo e insieme una grande passione per Francesco Luparini che vive a Castiglioncello ma esercitando la professsione all’ospedale di Villamarina, nel reparto Chirurgia, dopo aver lavorato in molte zone d’Italia e anche all’estero, si allena spesso tra i “sali e scendi” delle strade piombinesi.
Luparini è reduce dalla sua sesta maratona, quella di Valencia, corsa domenica 5 dicembre tra le arterie della terza città spagnola in ordine di grandezza.
Una città che lo ha conquistato, oltre che per la sua bellezza, anche per l’efficiente organizzazione sportiva.
Ma quando è scoccato l’amore per la corsa?
«Sono sempre stato un podista della domenica – risponde Luparini – cercando di conciliare gli studi e l’attività lavorativa con questa passione, ma dal 2018 ho cercato di intensificare il numero dei chilometri da correre nell’anno iniziando così a competere in qualche gara».
Uno sport molto utile anche per esorcizzare il brutto periodo che abbiamo vissuto e le molte difficoltà con cui tuttora conviviamo, con l’aggiunta di una miriade di precauzioni e timori in più per chi come Francesco nella vita fa il medico.
La molla può essere questa, ma poi sentire le gambe andare sempre più veloci, riuscendo a realizzare tempi migliori, diventa oltre che un incentivo a continuare, una vera e propria sfida con sé stessi e le proprie possibilità.
«Sono soddisfatto del risultato ottenuto a Valencia - continua - dove eravamo 16mila corridori e che si è rivelata una gara tutt’altro che facile soprattutto a causa delle raffiche di vento a 35 chilometri/orari. Ma nonostante questo, sono riuscito a chiudere la gara in 3 ore esatte, migliorando il mio personale ottenuto un mese fa a Ravenna dove avevo realizzato un tempo di 3 ore e 3 minuti. Nonostante le condizioni climatiche è stato bellissimo - continua il medico maratoneta - siamo stati sostenuti da una meravigliosa tifoseria lungo le strade, e poi è una città molto votata allo sport avendo sposato una politica di mobilità sostenibile».
Il dottor Luparini afferma che appena tagliato il traguardo di una maratona si pensa già a quella successiva. E lui infatti sta già valutando le prossime tappe che lo vedranno impegnato già dalla primavera dell’anno prossimo.
Gli piacerebbe provare Berlino ma soprattutto punta su Boston, che ha un valore storico ed è considerata una prova da semi professionisti.
Correre alla fine è anche un po’ una metafora della vita, poiché richiede impegno, tenacia e costanza, anche nel gestire al meglio le forze.
«La maratona – sottolinea Luparini – aiuta a capire come dosare le energie, il rischio di eccedere procurandosi un infortunio che vanifica tutti gli sforzi fatti, è dietro l’angolo. Bisogna correre con la testa oltre che con le gambe», conclude sorridendo il medico.
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