Il dolore
«Ecco come nasce la nostra proposta»
La replica alle accuse di Lazzarini di Unitre : «Parlare di sfratto è errato e inappropriato»
PIOMBINO. Prosegue la polemica tra Lucilla Lazzarini, presidente Unitre, e Fabrizio Callaioli, capoguppo di Rifondazione. La rappresentante di Unitre contesta l’idea che il partito ha del polo culturale. Idea che include lo spostamento della sede di Unitre da via Fucini (insieme alle altre attività presenti nell’ex pretura) per far posto alla bibliotea mente in piazza Manzoni troverebbe spazio il polo archivistico.
«Mi ha fatto troppo onore sui social, nell’attribuirmi tutti i meriti del nostro piano regolatore per la cultura. Non sono l'omniscente factotum del partito. In realtà - afferma Callaioli – quello è il risultato di un percorso, anche partecipato, di diversi mesi che è stato fatto dai miei compagni, me compreso ovviamente».
«Chi ha letto e continuerà a leggere le esposizioni del progetto, – aggiunge – potrà valutarne i dettagli, iniziando dai motivi per cui, a fronte di dati oggettivi, abbiamo apprezzato che il palazzo di piazza Manzoni non può contenere tutti i volumi della biblioteca e quindi abbiamo pensato di collocarci il polo archivistico, per impedire che quel sito, dopo tanto lavoro, finisca per essere indirizzato a funzioni deviate, invece di restare destinato alla vita culturale ».
Callaioli rileva la necessità di concepire una collocazione adeguata per la biblioteca «e, – dice – dopo un percorso di studi, anche con architetti, abbiamo individuato nell'ex Pretura l'unico immobile con gli spazi e la collocazione adeguata ad ospitarla. Anche questo l'abbiamo spiegato. Lucilla Lazzarini mi accusa di aver dato lo sfratto all'Unitre senza averli consultati prima».
Il rappresentate di Rifondazione parla di scarsa chiarezza circa il funzionamento delle istituzioni e il senso delle strategie di un partito di opposizione. «Premesso che il presidente Unitre è stato invitato alla presentazione del nostro progetto 3 mesi addietro, alla Pinetina di Riotorto, e che abbiamo registrato con attenzione il suo pensiero dissenziente, e che comunque organizzeremo un altro dibattito in città, in cui confrontarci con chi è d'accordo e chi no, va tenuto presente anche altro».
Callaioli ricorda che chi amministra una comunità ha il potere di decidere cosa fare, e giustamente, prima di prendere certe decisioni a volte, «mai troppo spesso, dà luogo a processi di consultazione con cittadini e associazioni. Diversamente farebbe, e a volte fa, scelte sopra la testa della gente. Viceversa, – sottolinea – un partito di opposizione può solo fare delle proposte, su cui ragionare, perché, essendo appunto all'opposizione, non ha il potere di decidere, ma solo quello di proporre o di denunciare».
«Noi – afferma – abbiamo fatto una proposta, che sarebbe utile leggere nel suo complesso, ritenendo che da lì possano scaturire varie soluzioni ai problemi della cultura cittadina. Dire che abbiamo dato lo sfratto ad un'associazione è brutale, oltre che errato e inappropriato. Non solo perché - basta leggere - ci siamo posti il problema di una nuova sistemazione di enti e associazioni che occupano quell'immobile, ma abbiamo anche suggerito spunti di riflessione sulle possibili opzioni (Circolino Acciaierie ristrutturato come cittadella delle muse, Centro Giovani, ex Scuola elementare di Salivoli etc. etc.). Abbiamo spiegato nel nostro progetto che sono tutte cose da fare tenendo a mente una visione globale e omogenea dei luoghi della cultura cittadina. Obiettivo centrale della nostra riflessione, perché pensiamo sia errato concepire soluzioni a macchia di leopardo».
«Chi avrà la pazienza di leggere tutto il progetto – chiude – potrà comprendere il senso della nostra proposta, che abbiamo messo a disposizione di tutta la città, per chi avrà voglia di discuterne, e di ascoltare».
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