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Medie aziende: i fatturati Piccolo non è più bello, chi paga lo choc da Covid
Quanto più limitata è la dimensione della società tanto più la crisi ha morso Ma nell’anno dell’emergenza sanitaria l’84% delle imprese è comunque in utile
dietro le cifre/2
Nell’anno del coronavirus e del lockdown hanno retto talmente talmente bene che il loro fatturato è perfino aumentato: cinquanta milioni di euro in più per il giro d’affari delle cento imprese più grandi fra quelle con targa Livorno (e se è vero che è sparito più di un quarto degli utili, bisogna pur segnalare che anche nel bel mezzo della tormenta complessivamente la montagna di profitti di questo spicchio del mondo economico, quello dei “giganti” di casa nostra, sfiora pur sempre i cento milioni di euro. Anzi, se restringiamo lo sguardo alle venti realtà della nostra provincia con il fatturato maggiore, balza agli occhi che anche gli utili hanno avuto una impennata quasi da record. La “torta” dei profitti se la divorano i venti gruppi economici più grandi per fatturato: oltre 60 milioni di euro su 96,3.
Non è andata proprio così per la galassia di medie dimensioni che mettiamo sotto i riflettori oggi sulla base del report reperibile nella preziosa banca di informazioni di dirlo Consodata, data company di Italiaonline – tutti la conosciamo per via di portali web come Virgilio o Libero – che può contare su un maxi-archivio con 14 milioni di anagrafiche di aziende. In questo secondo round gli occhi sono stavolta puntati sulle cifre di una fascia intermedia: stiamo parlando di aziende con un fatturato fra quasi sei milioni di euro e poco più del doppio. Cioè quelle che stanno fra la 101ª e la 200ª posizione in questa graduatoria delle dimensioni aziendali misurate con il “metro” dei fatturati.
Per queste stock di medie imprese non c’è stata una vera e propria batosta, ma un arretramento sì. Almeno nell’insieme: è ovvio che dentro questo mondo vi siano tante storie, le più differenti. Ma l’ammontare complessivo dei fatturati dichiarati nei bilanci 2019 era di 847,8 milioni di euro e, a distanza di dodici mesi, non si registra un aumento com’è stato per le imprese più grandi bensì un calo globale di undici milioni di euro.
Lo stesso dicasi per gli utili: nel 2019 questa fascia di realtà imprenditoriali ne sommava 30,2 milioni di euro, l’anno successivo si scende a 27,3. Anche in questo caso, però, i profitti non sono stati del tutto inghiottiti da uno dei periodi più terribili dell’economia mondiale dal dopoguerra.
Però in questa “taglia” di imprese – come detto, grossomodo fra i sei e i dodici milioni di euro – più di metà delle aziende risulta aver prodotto nel 2020 choc un fatturato in crescita rispetto all’anno precedente: accade per 51 ditte su cento (e 32 di esse hanno il quartier generale a Livorno città), in 17 realtà l’aumento oltrepassa il 20% (fra queste c’è l’azienda aerospaziale Kayser e quattro aziende di ingrosso), e in cinque addirittura raddoppia. Sul versante opposto: in 15 casi il tonfo dei ricavi supera il 20% e in due si arriva al dimezzamento.
Scendendo nella classe di fatturato c'è anche una maggior diffusione territoriale: più della metà hanno le radici a Livorno, le altre sono sparpagliate in una dozzina di Comuni. In cifre: oltre le 56 (anche in questo caso nel capoluogo di provincia), ecco le otto di Collesalvetti, le sette di Rosignano, le sei sia di Cecina che di Campiglia Marittima, le cinque di Piombino, le quattro di Portoferraio, le due di San Vincenzo più una a testa a Bibbona, a Castagneto Carducci, a Porto Azzurro e a Suvereto.
Resta il fatto che, perlomeno da questa occhiata agli indicatori-chiave dei bilanci, qui da noi le imprese più grandi sembrano aver sofferto meno di fronte all’uragano della crisi da Covid. Questo scenario trova conferma quanto più si scende nella fascia di fatturato (e dunque nella dimensione delle imprese).
Finora abbiamo parlato di variazioni attorno al punto percentuale – all’insù per le grandi imprese, all’ingiù per le medie – ma se spostiamo l’attenzione verso le realtà più piccole è assai più marcato il cedimento nell’anno contrassegnato dal Covid. Ad esempio, in un campione di venti imprese nella fascia con fatturato 2020 attorno al milione di euro si registra un calo del giro d’affari pari al 14,9% mentre un analogo test riguardante i bilanci di una ventina di piccole ditte da 200mila euro annui salta agli occhi che il complesso dei ricavi è diminuito del 40,4% nell’annata dell’emergenza sanitaria.
C’è però da dire una cosa: nonostante il virus, le chiusure e gli altri provvedimenti restrittivi – tutte cose mai viste negli ultimi tre quarti di secolo – quasi l’84% delle 250 imprese analizzate dichiara un utile, per quanto modesto (in poco meno della metà dei casi non supera la soglia dell’un per cento dei ricavi). Accade anche per l’arcipelago delle piccole imprese nonostante sia evidente che hanno patito di più il Grande Freddo di questa fase difficile: i conti sono in “rosso” solo per una società su dieci nel nostro campione di quelle da un milione di euro di fatturato e per una su sette fra quelle da 200mila euro.
Mauro Zucchelli
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