Italia
«Il no alla festa, una decisione politica che è contraddittoria»
PIOMBINO. La decisione di non fare la festa di Capodanno 2021 è «una decisione politica, con qualche contraddizione». È il giudizio dell’ex assessore del Comune di Piombino e portavoce del gruppo Amare piombino, Riccardo Gelichi che interviene in seguito alla scelta della giunta Ferrari di non fare la festa in piazza del 31 notte, per ragioni legate alla pandemia e al rischio di contagio.
«Nel 2020 non era previsto dal Dpcm, quest’anno sì. Sono consentite le feste private nelle piazze, quindi mi chiedo se una festa di piazza concordata con la Questura, attraverso un piano della sicurezza preordinato e approvato con controlli ai varchi e un numero di stuart adeguato, non fosse più sicuro che vedere in giro feste random – dice Gelichi – Questa scelta, poiché probabilmente non sarà seguita dai paesi limitrofi, rischia di spostare anche i piombinesi con tutte le relative ricadute di disagio ed economiche. Si poteva fare uno sforzo in più sulla buona organizzazione e assumersi qualche responsabilità, invece che lavarsene le mani, anche alla luce del fatto che sono i posti chiusi e senza mascherina quelli più a rischio e se pensiamo ai mercatini, la contraddizione assume un’evidenza marchiana. Anche i fuochi musicali potevano essere presi in considerazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google