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Nuovi medici, i sindacati contestano l’Asl «La soluzione scelta è fuori dalle regole»
L’accordo con i professionisti destinati all’Elba è ancora bloccato e lo Snami avverte: «La procedura adottata è contra legem»
Giuseppe Boi
Portoferraio. I sei medici promessi non solo non ci sono, ma sarebbe «tecnicamente contra legem» la stessa procedura adottata dall’Asl Toscana nord-ovest per individuarli. Ad avanzare nuovi dubbi sul “caso Elba” è lo Snami. Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani fa notare come «tutto stia avvenendo senza alcun passaggio sindacale» e come l’azienda «stia procedendo con chiamate ad personam». «I medici coinvolti sono convenzionati 118 e il loro impiego nel pronto soccorso, a Portoferraio come in qualsiasi ospedale italiano, deve avvenire con la sottoscrizione di accordi sindacali», spiega il sindacato.
Sulla vicenda dei nuovi sanitari nel pronto soccorso elbano rischia dunque di aprirsi un nuovo capitolo. L’assessore regionale Simone Bezzini, la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani e Angelo Zini, presidente della Conferenza dei sindaci elbani e delegato in tema di sanità, lo avevano dato per certo. Il sindaco si era addirittura sbilanciato parlando di sei medici a tempo pieno e stabili. La proposta dell’Asl ai sanitari è invece diversa: nessun tempo pieno a Portoferraio, orario mensile diviso a metà tra l’ospedale dell’isola e quelli in cui i professionisti già lavorano. Una soluzione che, insieme al mancato riconoscimento di incentivi economici, ha di fatto bloccato la trattativa.
Ora si aggiungono i dubbi sindacali. Anche perché potrebbero entrare in gioco i medici non coinvolti nella procedura. Un sanitario di Canicattì o di Gorizia potrebbe decidere di impugnare le nomine. «È un pasticcio – sottolinea lo Snami –. Sicuramente non unico. Certo è che chiunque avesse pubblicamente messo la faccia su una promessa come quella, per poi trovarsi pochi giorni dopo con un palmo di naso, dovrebbe oggi avere la decenza di chiedere pubblicamente scusa, e trarne le conclusioni».
Intanto però, il pronto soccorso elbano rischia il collasso. «Negli ultimi anni due medici ne hanno chiesto l’esonero. Altri tre si sono licenziati negli ultimi tre mesi pur avendo dei contratti a tempo indeterminato. Un altro medico se n’è andato a Livorno quasi due anni fa. Il risultato è che i medici in servizio sono due anziché otto», conclude lo Snami.
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