Il Tirreno

l’intervista 

«Impegni presi e mai rispettati Elbani e sanitari vittime di pasticci»

G.B.
«Impegni presi e mai rispettati Elbani e sanitari vittime di pasticci»

Giovanni Belcari, responsabile regionale 118 per lo Snami: «L’amministrazione ci vede come una razza da estinguere»

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Portoferraio. «Il tempo delle chiacchiere e dei monologhi in conferenza stampa è finito: l’Asl dica cosa vuole e può realmente fare all’Elba». È quasi un ultimatum quello lanciato da Giovanni Belcari dello Snami. Il responsabile regionale per il 118 del Sindacato nazionale autonomo medici interviene sulle rilevazioni del Tirreno, che ha svelato le difficoltà dell’azienda a reperire i medici promessi per l’emergenza-urgenza delle di Portoferraio.

Cosa sta succedendo?

«Ciò che si legge sulle pagine del Tirreno è spettacolo imbarazzante i cui risultati si commentano da soli. Se un documento del genere viene diramato dalla Asl nelle sue cariche più elevate, e quelle promesse non vengono mantenute, come ci si può aspettare poi, che i cittadini abbiano fiducia nelle istituzioni?».

La questione sui sei medici promessi sta avendo un impatto devastante, dal vostro punto di vista la responsabilità è dell’Asl o del sindaco Zini?

«Il sindaco appare come chi resta con il cerino in mano. Ha preso atto, come chiunque altro, del documento con cui la Asl dava ufficialmente per scontato l’arrivo di sei medici in pronto soccorso. Arrivo peraltro, che già appariva in inusuale controtendenza rispetto alle fughe di medici degli ultimi mesi, e peraltro la cui legittimità sarebbe stata tutta da dimostrare».

In che senso?

«Ci sono delle domande che restano senza risposta e che aprono diversi scenari. Perché, e in virtù di quale norma o criterio, è stata richiesta disponibilità proprio a quei sei medici, e solamente a sei, senza coinvolgimento di tutti gli altri? Potrebbero esserci altri professionisti interessati, ma a fronte di una proposta che l’Asl avrebbe fatto “ad personam” quale potrebbe essere la loro reazione? Potrebbero sentirsi esclusi e quindi discriminati? Potrebbero impugnare anche legalmente tale incarico se illegittimo?»

Si apre anche un altro scenario: ossia che, come avvenuto in questo caso, anche sugli altri dossier della sanità Elbana emergano “pasticci”.

«Mi chiedo, e siamo ormai in molti a farlo: c’è fin da oggi un reale e concreto piano di questa Asl sulle guardie mediche e turistiche? L’assenza delle guardie ha rappresentato uno dei principali fattori di crisi la scorsa estate: il pronto soccorso è stato letteralmente preso d’assalto. E ancora. Esiste un piano sull’Usca visto che i numeri Covid sono in aumento? Sul Pronto soccorso? Sul 118? Al momento sembra esserci un tentativo di decurtazione dei servizi essenziali al cittadino o la sostituzione di medici del 118 con infermieri, cosa del resto tentata a più riprese negli ultimi due anni, sventata sempre e comunque da Snami e diventata ormai una triste ricorrenza estiva alla quale ormai tutti si sono abituati.

Da ultimo la vicenda di Angelo Testa, responsabile della Sezione di medicina d’urgenza e dell’accettazione, che pare essersi dimesso.

«Il dottor Testa ha solo la nostra solidarietà di medici e la mia umana comprensione. Negli ultimi due anni l’ho visto affranto ed abbandonato fin troppe volte. Ha retto, spesso da solo e contro tutto situazioni alle quali molti avrebbero gettato la spugna ben prima. Lo abbiamo visto difendere più volte l’organico del suo pronto soccorso quando il direttore d’area della Asl, proprio in piena ondata Covid voleva ridurre il raddoppio diurno e notturno, la cosiddetta “nottina” (Il Tirreno dette ampia copertura dei fatti lo scorso anno, ndr), che la Asl fu poi costretta a reinserire in fretta dopo che Snami trascinò per l’ennesima volta l’Asl davanti al Prefetto».

L’Azienda sanitaria dice che sta facendo il possibile per fare una seria programmazione del servizio del 118 e del pronto soccorso. Qual è il vostro giudizio?

«Se questa amministrazione aziendale continua a pensare ai medici del 118 come una razza da estinguere, immolati sull’altare sacrificale della riduzione della spesa, allora stia ben pronta a mesi estremamente difficili perché Snami non negozierà mai sulla possibile decurtazione dei servizi più essenziali al cittadino. Se si capisce, che col dialogo con i medici che di questo sistema sanitario sono ossatura portante, si può dare il via ad un nuovo corso, anche di riforme significative, allora noi ci siamo».

I sindaci e i cittadini possono più fidarsi di ciò che la Asl promette?

«Sarebbe interessante sentire loro al riguardo. Ma di una cosa sono certo: i cittadini si fidano di medici del 118 e del pronto soccorso di Portoferraio».

G.B.

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