Il Tirreno

Portoferraio 

Fusione Cerboni-Foresi Solforetti apre al dialogo

Luigi Cignoni
Fusione Cerboni-Foresi Solforetti apre al dialogo

Il consigliere provinciale sulle critiche di docenti e studenti «Pensavo che le scuole avessero discusso la questione»

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. «Siamo aperti al confronto con i rappresentanti sindacali e disponibili al colloquio con la delegazione di docenti dei due istituti superiori dell’Elba, a Livorno, nella sede di Palazzo Granducale, per uno scambio di opinioni». Così Andrea Solforetti sull’ipotesi di accorpamento dell’Isis Foresi con l’Itcg Cerboni, questione che è stata affrontata alcune settimane fa in sede di Conferenza zonale che ha provocato le critiche delle Rsu dei due istituti elbani.

Organizzazioni sindacali e docenti sono tutti schierati contro l’ipotesi di fusione (anche se è puramente amministrativa, che prevedrebbe un unico dirigente scolastico) delle due scuole dell’Elba. Due istituti con una propria storia, una inconfondibile fisionomia e una tradizione culturale che è andata sempre più accrescendosi al di là del Canale di Piombino.

«Francamente – riferisce al Tirreno il consigliere provinciale con delega agli affari dell’Elba, arrivato al termine del mandato ma candidato alle prossime elezioni del 18 dicembre – quando abbiamo affrontato l’argomento durante la seduta di lavoro, ho riscontrato fra tutti i presenti un consenso unanime attorno alla proposta. Sarei stato io l’unico a porre all’accorpamento un distinguo. Che francamente non sarebbe servito a nulla. Vorrei tranquillizzare tutti docenti e rappresentanti sindacali: con la manovra non c’è in ballo alcun posto di lavoro; il corpo docente e di conseguenza anche il personale Ata non risentirà nulla dell’eventuale provvedimento, se sarà attuato. È una questione puramente amministrativa».

E Solforetti fa un passo indietro, ricostruendo le tappe di quando si è cominciato a parlare di una sola figura di dirigente a capo del Foresi e Cerboni. «È lo stesso Ministero che nomina da anni un preside per una scuola – precisa il consigliere – e poi a scavalco gli dà anche le competenze per l’altro istituto, privo del dirigente».

Una sistemazione a livello di figure dirigenziali di questo tipo potrebbe preannunciare e presagire la realizzazione del cosiddetto “Villaggio scolastico”, di cui a lungo si parla, ma mai posto in essere? Il «ni» pronunciato da Solforetti potrebbe far ritenere corretta l’interpretazione e far capire perché tutti abbiano accolto l’ipotesi. «Quando l’argomento è approdato in Conferenza Zonale – aggiunge – pensavo che gli organi scolastici avessero dibattuto la questione. Evidentemente mi sbagliavo. Incontriamoci a Livorno e discutiamone».

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