Sicurezza
Sui bus controlli senza polemiche Buona la prima per il Green pass
Da ieri certificato verde obbligatorio sui mezzi pubblici Gli utenti: «Ci siamo attrezzati, così ci sentiamo più sicuri»
Luca Centini
PIOMBINO. Il controllore di Autolinee Toscana si avvicina all’autobus pronto per partire. Chiede il Green pass, una signora anziana glielo mostra dal telefonino. Il controllore lo inquadra con la App. Nessuna protesta, qualche mugugno isolato, ma nel complesso il giorno del debutto del Super green pass (e dell’obbligo di Green pass standard per salire sui mezzi del trasporto pubblico locale) è scivolato senza problemi in città.
Sono le 11 alla stazione degli autobus in via Leonardo da Vinci. In quel momento non ci sono macchine delle forze dell’ordine in giro (sebbene dei controlli a campione siano stati effettuati in città), il clima non è cambiato rispetto alle ultime mattinate. Nel piazzale è un via vai ininterrotto di pullman, decine di persone si scambiano sulle panchine della stazione, in attesa degli autobus di linea. In realtà la giornata tanto normale non è: per la prima volta chi sale sul mezzo pubblico deve portare con sé il certificato verde che attesti di aver effettuato il vaccino o un tampone 48 ore (test antigenico) o 72 ore (tampone molecolare) prima. «Sono attrezzato – racconta con un sorriso Michele Ceccarini, mentre attende sotto la pensilina l’arrivo del suo autobus – ho il Green pass, anche se devo ancora fare la terza dose. L’obbligo di Green pass? Mah, se tenessimo una certa distanza non ce ne sarebbe nemmeno bisogno, anche se è un modo per far sentire tutti un po’ più sicuri. Se usiamo mascherina e distanziamento, va bene lo stesso». Le opinioni sono diverse tra le persone che usano i mezzi pubblici, ma in linea di massima le nuove regole non sono vissute come una limitazione della libertà.
«Io sono sempre stata molto a favore – racconta Carolina – forse può rappresentare un problema per tanti. So che il vaccino non è un elemento che può cancellare totalmente il rischio del contagio, ma io sono molto a favore dei controlli e in questo caso anche del Super green pass». «Sono di Suvereto, uso spesso l’autobus – aggiunge Pamela, che si trova a pochi metri di distanza – Possono crearsi problemi legati alla compagnia, magari un tuo amico o un tuo familiare non è vaccinato e si creano complicazioni nell’uso dei mezzi pubblici. Ma ritengo che sia una misura da utilizzare per essere più al sicuro».
Non tutti, però, sono convinti. «Ho fatto il vaccino, ho il Green pass – spiega Manuel Setola – ma questa novità secondo me è una discriminazione per tante persone. A questo punto sarebbe più giusto inserire l’obbligo vaccinale, facendo pagare una sanzione a chi non si vaccina. Lo Stato si dovrebbe assumere la responsabilità delle proprie scelte. Sicurezza in più? Non credo».
La nuova misura è apprezzata dalle persone più anziane. «Io sono per il Green pass e sono anche per dei maggiori controlli sui pullman. Sono anziana e sono da sola, prendo spesso l’autobus e voglio viaggiare in sicurezza. Il Green pass va bene, ma mi sentirei più protetta se ci fossero anche più controlli», dice Mirella Bucci.
«Mi hanno già controllato il Green pass questa mattina – conclude Annalivia Arrighi – e io sono d’accordo. Avete trovato una che è a favore: sul bus il controllo può essere disagevole perché siamo in movimento è non è semplice mettere a fuoco il Green pass dal telefonino. Sono favorevole, perché arrivati a questo punto ce n’è bisogno anche per portare gli indecisi a prendere una volta per tutte delle scelte».
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