Il Tirreno

Il caso 

Preside unico per le superiori No dei docenti alla Provincia

Luigi Cignoni
Preside unico per le superiori No dei docenti alla Provincia

Ieri assemblea al Cerboni e al Foresi sull’accorpamento dei due istituti scolastici «Ci chiediamo perché Solforetti abbia dato il via libera a questa operazione»

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Cambia l’organizzazione del mondo della scuola sulla maggiore isola della Toscana. Ma il cambiamento, in questo caso, non è da intendersi in meglio ma solo (e purtroppo esclusivamente) dettato da contingenze economiche, all’insegna del risparmio dello Stato in merito all’istruzione pubblica e alla sua organizzazione sul territorio insulare.

Negli anni Ottanta del secolo scorso, tanto per fare un esempio, ogni Comune aveva la scuola primaria e secondaria di primo grado. Sei presidi di scuola media. Ben due nel capoluogo elbano (uno in viale Elba; l’altro in via Victor Hugo). Il quadro si completava con due presidi delle superiori. L’accorpamento (all’epoca la parola era un neologismo) iniziò il suo lento, ma irrefrenabile corso con i direttori didattici dell’allora scuole elementari che passarono da un dirigente per ogni numeroso centro elbano a due, finendo a uno solo per tutta l’isola.

Si applicò una strategia dei piccoli passi. Non eclatante, ma efficace. Poi si coinvolsero i presidi di scuole medie, la cui presenza era giustificata dal numero (sempre basso) di alunni iscritti, in specie nei centri collinari. Fu l’epoca della formula “Istituti Comprensivi” che raggrupparono classi in senso verticale, dall’infanzia alla preadolescenza, dall’asilo alle medie. Il passo successivo fu in senso orizzontale, il ridimensionamento dei dirigenti scolastici che da sei che erano si restrinsero ai tre attuali.

Ma non è finita. Ieri è deflagrata la bomba, discussa e votata in sede di Conferenza zonale, riguardante l’ipotesi di accorpamento in un’unica realtà amministrativa delle due maggiori e fra le più frequentate scuole superiori della Provincia che insistono sul territorio di Portoferraio. Stiamo parlando dell’Isis Foresi e dell’Itcg Cerboni.

Il dissenso che si è alzato non lascia dubbi interpretativi. La levata degli scudi è inequivocabile. E le critiche non risparmiano nessuno.

In merito all’accorpamento dei due istituti elbani, il personale scolastico del Cerboni, riunito in assemblea, ha espresso forte rammarico nei confronti di questa decisione assunta dalla Provincia. «Riteniamo doveroso esprimere dubbi – si legge in una nota – e porre delle domande a chi ha compiuto una scelta, con ripercussioni sull’intera comunità scolastica, contro ogni buona pratica di condivisione. In primis con la comunità stessa, ovvero il personale docente e non docente, gli studenti e le famiglie. Esprimiamo la profonda delusione nei confronti delle istituzioni dell’Isola in quanto tutti i delegati dei comuni alla conferenza zonale hanno espresso all’unanimità un parere favorevole, unitamente a quello del consigliere delegato alle questioni afferenti l’isola d’Elba, Andrea Solforetti, che come portavoce della provincia ha promosso l’accorpamento senza che il numero di iscrizioni al Cerboni lo rendesse obbligatorio in base ai parametri previsti dalla normativa in vigore, attualmente 400 iscritti».

«I delegati – prosegue la nota – hanno quindi deciso di avallare un percorso che a livello nazionale e provinciale viene osteggiato con la mobilitazione di tutta la comunità scolastica, perché gli accorpamenti hanno sempre comportato ricadute negative sul personale scolastico e sulla qualità dell’offerta formativa con perdita di posti di lavoro, come accaduto alle realtà che hanno subito questa situazione prima di noi».

Per i docenti del Cerboni è assurdo che le istituzioni elbane abbiano espresso il parere favorevole a tale proposta, prendendo decisioni di vitale importanza per il futuro del Cerboni, senza aver mai consultato gli organi collegiali della scuola, né il consiglio di Istituto, né i rappresentanti degli studenti e dei genitori.

La Rsu “Foresi” ha espresso il suo dissenso all’ipotesi di accorpamento. «Riteniamo – i legge in un comunicato – che non ci siano in questo momento le condizioni necessarie per procedere alla razionalizzazione scolastica di due grandi scuole di importanza storica e ben distinte con quattro edifici scolastici diversamente ubicati sul territorio portoferraiese. Il Foresi e il Cerboni sono due istituzioni scolastiche che vantano storicamente ciascuna due autonomie organizzative, didattiche, finanziarie e di ricerca-sviluppo e un proprio Piano triennale di offerta formativa pertanto».

La stessa Rsu chiede un incontro – conclude – con i delegati dei Comuni Elbani referenti all’istruzione, con il consigliere provinciale rappresentante il territorio elbano e i consiglieri della Regione Toscana».

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