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Asa vuol vendere l’invaso Gera I passi del consiglio comunale

M.M.
Asa vuol vendere l’invaso Gera I passi del consiglio comunale

Maggioranza e opposizione divise sul percorso da seguire per potenziare l’opera  Solignani: «La sensazione è di uno stallo, che non dipende solo dal Comune»

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SUVERETO. È costata oltre due milioni di euro la costruzione e messa a sistema dell’invaso della Gera. «Opera che il gestore del servizio idrico integrato Asa vuole vendere». A segnalarlo è la capogruppo di Uniamo Suvereto Cristina Solignani. Lo fa in un passaggio a margine della discussione in consiglio comunale che ha scavato l’ennesimo solco tra maggioranza e opposizione.

La priorità condivisa, ma con sfumature che paiono inconciliabili, resta quella di superare le criticità che ne hanno limitato l’utilizzo da parte delle aziende agricole. Dall’altra c’è l’esigenza di potenziare l’impianto di ricarica della falda, realizzato in località Forni. Il tutto, per evitare lo spreco e ottimizzare l’impiego di acqua. Questi i fronti su cui si sono misurati i gruppi consiliari nell’ultima seduta consiliare.

La mozione di Uniamo Suvereto nella seduta del 30 novembre non passa. «Ha trovato finalmente spazio la nostra mozione sulle prospettive di ampliamento dell’invaso, arbitrariamente esclusa dalla sindaca Pasquini dal consiglio del 24 ottobre – afferma la capogruppo di Uniamo Suvereto – . La maggioranza ha ritenuto di votare contro perché nel frattempo ha presentato un suo ordine del giorno al solo scopo di evidenziare il lavoro della sindaca sull’argomento. Pretestuose le giustificazioni secondo cui quel documento era da ritenersi più completo perché estendeva l’argomento al Contratto di fiume, che dovrà essere siglato tra vari Enti». Non ha dubbi Solignani: «In realtà si è bloccata la discussione della nostra mozione per correre al riparo, affinché non passasse il messaggio che la minoranza per mesi si è interessata e adoperata sull’invaso, tra contatti con aziende del territorio, Consorzio di bonifica e associazioni di categoria».

La mozione «era il proseguo di un’attività svolta nell’unica commissione consiliare convocata dopo varie nostre sollecitazioni a maggio – prosegue – . In quella sede alla presenza delle associazioni di categoria ci si era posto un primo obiettivo di valutare l’esistenza di un’utilità collettiva dell’opera coinvolgendo e interpellando le aziende agricole. Compiuto questo passo e appreso della volontà di Asa di porre in vendita l’invaso della Gera, avevamo ritenuto necessario prima a giugno e poi a luglio dare un nuovo impulso alla discussione. Non riuscendo a ottenere la convocazione della commissione consiliare si è allora coinvolto l’intero consiglio comunale. Ma seppure meritevoli e condivise, le proposte dello schieramento contrapposto si respingono». Che conclude: «La sensazione è quella di uno stallo, che non dipenderà esclusivamente dal Comune di Suvereto, ma per il superamento del quale l’amministrazione non pare impegnarsi, se non con un paio di lettere».

La vendita dell’invaso «potrebbe risultare determinante per il gestore Consorzio di bonifica Toscana Costa per procedere nell’iter di programmazione, progettazione e soprattutto di ricerca di opportunità finanziarie». Insomma, la possibilità di potenziare l’impianto irriguo «va posta al centro di una chiara e decisa azione amministrativa, che veda coinvolti l’amministrazione comunale, la Regione, le associazioni di categoria, tutti gli enti interessati, proprietà e gestore».

In consiglio passa l’ordine del giorno della maggioranza, a cui l’opposizione non partecipa al voto, per definire si legeg nel documento «quanto prima la sottoscrizione del Contratto di fiume, con i relativi di interesse per tutta la Val di Cornia». E ciò nel quadro della gestione sostenibile delle acque in Val di Cornia «affinché siano affrontate e superate insieme a tutti gli enti e i soggetti interessati le criticità afferenti al progetto di potenziamento dell’invaso della Gera». M.M.

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