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Salgono a 27 i positivi al Covid a Campiglia Suvereto: sono 23 i casi

M.M.

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CAMPIGLIA. L’accelerazione c’è stata tra il 21 e il 30 novembre a Campiglia Marittima. Da 14 persone positive al Covid si è passati a 26. Il bollettino dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest dell’1 dicembre si aggiunge un altro caso che porta il totale a 27.

«Rispetto ai giorni scorsi stiamo valutando che tra i casi verificatesi, prevalentemente in contesti familiari, vi sono anche situazioni di contagio meno chiare», afferma la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati. C’è da registrare infatti che riavvolgendo il calendario al 21 novembre 14 persone sono appartenenti a sei nuclei familiari diversi. A seguire, invece, la diffusione è risultata meno chiara. «Per questa ragione – sottolinea Ticciati – mi sento di raccomandare attenzione e osservanza alle misure di protezione personale e collettiva, al fine di trascorrere delle serene festività».

Appelli al rispetto delle regole per arginare la diffusione del Covid arrivano anche da Suvereto. C’è almeno un caso di persona positiva al Covid residente a Campiglia che è collegato a Suvereto, dove la stragrande maggioranza dei positivi è riconducibile a un contagio avvenuto in una squadra di cinghialai. Sarebbe questa la circostanza del contatto diretto in cui è avvenuta la trasmissione. Quanto si sta registrando in questi giorni non manca di destare apprensione. Nonostante gli appelli per riportare alla giusta misura quanto sta accadendo.

Nella sua comunità suveretana il conto si è fermato a 23 casi. Il tentativo è quello di circoscrivere il fenomeno con la collaborazione dei cacciatori. La sindaca di Suvereto Jessica Pasquini sta raccogliendo le risposte da chi ha preso parte alla cacciata al cinghiale venendo a contatto con un compagno risultato positivo al Covid. Ma lo ha sottolineato a chiare lettere: «Non ci sono colpe o untori, è necessario un atto di responsabilità perché la ricostruzione della rete dei contatti dichiarata è probabilmente minore di quella effettiva, per la sicurezza di tutti chi sa di aver avuto contatto con positivo si sottoponga a test e in attesa del risultato che avviene in poche ore tenga un comportamento appropriato». Il risultato della collaborazione con la squadra dei cinghialai lo dà Pasquini: «Oltre il 70 per cento dei cacciatori di Suvereto nella squadra dove sono stati individuati dei positivi ha già comunicato l’effettuazione del tampone con esito negativo. Considerando che non tutti hanno avuto un contatto diretto si può ritenere che chi ha fatto il test sia tra quelli che hanno avuto il dubbio di avere avuto un contatto diretto». C’è un altro dato da tenere presente: «Nell’analisi della situazione, quando aumentano i contagi, il dato fondamentale è il numero dei potenziali focolai da cui è partita la trasmissione che ad oggi risultano limitati e identificati a due». M.M.

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