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Portoferraio 

«Bebe Vio cittadina onoraria perché è un esempio per tutti»

Antonella Danesi
«Bebe Vio cittadina onoraria perché è un esempio per tutti»

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Antonella Danesi

Portoferraio. «Una grande amica dell’Elba e una persona sempre pronta a lottare». Così Delia Scotto, presidente del consiglio comunale di Portoferraio, ha motivato la cittadinanza onoraria a Beatrice “Bebe” Vio. «Una decisione che – ha spiegato Scotto – dà visibilità a chi è in difficoltà come i diversamente abili o i diversi gruppi etnici, visto che uno dei compiti dell’amministrazione è occuparsi del sociale».

Il percorso in questo senso è iniziato con il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, arrivando alla creazione della casa rifugio, a cui hanno lavorato insieme tutte le donne del consiglio comunale e poi è arrivata la proposta che riguarda Bebe Vio. «È una forza della natura, nonostante le sue difficoltà personali – considera – ogni giorno testimonia le difficoltà delle persone con disabilità e ne ha fatto il suo vessillo».

In occasione del 3 dicembre, giornata mondale delle persone con disabilità, l’amministrazione ha pensato che fosse il momento giusto per questa cittadinanza onoraria a Vio e alla sua famiglia: cittadini onorari di Portoferraio ma anche “bagnaiesi onorari”, visto che da anni frequentano l’Elba. Appena possono vengono nella casa che la madre di Bebe ha a Bagnaia e che considerano il loro buen retiro.

«Avevamo un po’ di timore a proporre questa cittadinanza – ammette la presidente consiliare – perché non volevamo violare l’esigenza di riservatezza della famiglia, anche se Bebe è espansiva e pronta farsi carico di lotte e di situazioni che mettono in evidenza il disagio di persone con disabilità. Propone sempre soluzioni: è questo che ci piace di questa splendida ragazza che si mette in gioco a favore degli altri partendo dalla propria esperienza personale».

L’amministrazione spera di poter consegnare la cittadinanza a Bebe Vio di persona ma non intende interferire con le esigenze dell’atleta e della sua famiglia. «Li contatteremo – annuncia Scotto – per sentire che cosa preferiscono. Vogliamo mantenere il rispetto delle esigenze individuali. Dopo che li avremo sentiti decideremo. Il nostro sogno sarebbe una cerimonia ufficiale per la consegna della cittadinanza ma non è una cosa che decidiamo noi, ma lo deve dire la persona che riceve l’onorificenza. Rispettiamo le decisioni e i sentimenti delle persone».

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