Il Tirreno

«Polo culturale, Rifondazione vuole affossare l’operazione»

Amici della Biblioteca

Gli Amici della Biblioteca criticano il piano regolatore della cultura «La tempistica della proposta del partito non appare casuale» 

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L’intervento

Finalmente dopo 12 anni dalla partenza del progetto relativo al polo culturale piombinese, Rifondazione comunista ha elaborato una sua ponderata proposta sul destino di questo luogo cruciale per la cultura piombinese, chiamata “Piano regolatore della cultura”, in totale controtendenza rispetto alle politiche locali e nazionali. Si dice anche che questo progetto è stato condiviso con le associazioni culturali cittadine: sarebbe interessante sapere quali hanno dato il loro assenso totale al piano, perché a noi tale adesione non risulta.

Secondo quanto affermato dai rappresentanti del circolo locale di Rifondazione, il polo culturale di piazza Manzoni deve essere interamente dedicato agli archivi: quello del Comune (che ha già una sua bella sede) insieme a quello delle acciaierie. Si verrebbe così a creare un istituto grande più o meno come un medio Archivio di Stato, in un luogo dove c’è da dire che allo stato attuale i fruitori di questa istituzione sono davvero pochi, dato che la consultazione dei documenti non è semplice come quella dei libri, richiede nozioni specialistiche, studi approfonditi e molto tempo, di cui oggi purtroppo c’è carenza ovunque, anche nelle grandi città, tanto più a Piombino. Infatti tutti gli archivi sono attualmente in grave crisi anche di utenti e risorse. L’archivio comunale di questa città è uno dei pochissimi aperti al pubblico in Toscana ed è senz’altro da valorizzare. In genere, invece, per motivi di budget, questi fondi documentari sono annessi alla biblioteca locale, quando non siano stati versati all’Archivio di Stato della provincia, che ha per legge almeno più mezzi atti a garantirne una buona conservazione. Attualmente l’archivio di Piombino è gestito in pratica da una sola archivista con contratto in scadenza: si ha un’idea di quante altre persone il Comune dovrebbe assumere? Ovviamente la proposta non si ferma al Polo archivistico, ma affronta anche la questione della biblioteca. L’idea è di spostarla nel grande edificio della ex Pretura, contando su ipotetici finanziamenti europei, che attualmente sembrano la panacea per ogni problema. Indubbiamente lì lo spazio non manca, anche se c’è il piccolo particolare della presenza di una palestra, della Università della terza età e, soprattutto, di un ufficio statale di notevole peso, come l’Agenzia delle entrate, che non si sposta certo a piacimento. Tutto questo per non parlare dei tempi di progettazione e realizzazione, dopo quelli lunghissimi e travagliati del Polo.

Quanto alla tempistica della proposta, non appare casuale: dopo anni di dibattiti e contestazioni, una partecipata raccolta di firme, un autorevole intervento della soprintendenza toscana e soprattutto l’approvazione in corso di finanziamenti regionali e statali per il completamento del Polo culturale, a patto di trasferirvi la biblioteca, ora ci sarebbe la concreta possibilità per l’amministrazione di completare l’opera, terzo lotto compreso. La proposta di Rifondazione appare più come un tentativo di affossare questa operazione piuttosto che una spinta al suo sospirato completamento.

Amici della Biblioteca



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