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l’emergenza coronavirus  

Obbligo vaccinale, tanti dubbi dei presidi «La scuola aveva già risposto bene»

Sara Chiarei
Obbligo vaccinale, tanti dubbi dei presidi «La scuola aveva già risposto bene»

I dirigenti temono che l’inasprimento delle misure possa comportare assenze, aspettative e un’altra fase di scioperi

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Sara Chiarei

PIOMBINO. Tra le novità introdotte dall’ultimo decreto, oltre al Green pass rafforzato, anche l’estensione dell’obbligo vaccinale alla categoria della scuola e già si temono disagi e proteste. Secondo la normativa, dal 15 dicembre, potranno accedere al luogo di lavoro esclusivamente docenti e amministrativi aderenti alla campagna vaccinale per i quali non sarà più sufficiente un tampone negativo per ottenere la spunta verde al controllo giornaliero.

Non mancano certo le perplessità anche negli istituti piombinesi nei confronti di un provvedimento giudicato da molti addetti ai lavori poco comprensibile, dal momento che quella della scuola si è dimostrata sin dallo scorso febbraio una categoria collaborativa e favorevole alla campagna vaccinale.

«In Toscana – dice Letizia Braschi, dirigente della scuola secondaria di primo grado A. Guardi – ha aderito alla campagna vaccinale oltre il 90 per cento delle persone (e non fa eccezione l’Ata) perciò salvo che nelle altre regioni la situazione sia radicalmente diversa dalla nostra, non riesco a capire che bisogno ci sia di stabilire un obbligo, tanto più che tra i pochi non vaccinati figurano anche coloro che hanno diritto all’esenzione. Può essere un modo per testare l’obbligatorietà ed estenderla gradualmente a tutti?».

Braschi non si dice preoccupata per le eventuali ripercussioni sulla didattica, quanto piuttosto per una nuova stagione di scioperi che si potrebbe inaugurare in vista del 15 dicembre.

Timore condiviso anche da Sabrina Zottola, dirigente dell’Isis Volta-Carducci-Pacinotti cui sono già state comunicate le prime assemblee sindacali. «Personalmente non me lo aspettavo – dice – il sistema adottato fin qui funzionava e anzi, ritengo che chi presentava regolarmente il tampone ogni 48 ore fosse più monitorato degli altri. Trovo che l’obbligo vaccinale per il solo personale scolastico sia un po’ discriminante, inoltre – conclude la dirigente scolastica Sabrina Zottola – il rischio di trovarsi con alcuni docenti in meno, magari assenti per malattia c’è eccome, il 15 dicembre è troppo vicino anche per chi si vuole adeguare».

«Valuteremo dal 15 l’entità del problema – dichiara Carlo Maccanti, dirigente Isis Einaudi-Ceccherelli – ad oggi vedo solo la regolarità del Green pass, ignorando se sia stata effettuata la vaccinazione o un test anti-Covid. Non mi fascio la testa perché confido che chi intende mettersi in regola abbia il tempo di farlo mentre gli altri faranno le proprie valutazioni. Che la quarta ondata sia in corso – conclude – e che le varianti colpiscano anche i ragazzini ormai è evidente, perciò cerco di essere pragmatico e fare ciò che è necessario, purché ci sia una linea rigorosa e coerente da seguire».

Ultimamente si è molto parlato dell’aumentata incidenza del Covid sulla popolazione infantile (fascia 5-11) per la quale l’Ema ha appena approvato la vaccinazione con Pfizer. Una scelta che sta facendo molto discutere: da una parte il governo vuol ridurre la circolazione del virus tra i bambini, che rischiano di essere conduttori del Covid nelle famiglia, dall’altra parte i genitori preoccupati per eventuali controindicazioni legate al siero.

«Forse – dice Francesca Velardi, dirigente secondo circolo didattico – era preferibile adottare prima questo provvedimento anziché creare un periodo ibrido in cui una parte per quanto esigua di personale ha potuto scegliere di non vaccinarsi sottoponendosi ai tamponi. Nella mia scuola non ci sono docenti o amministrativi non vaccinati, ma il problema si pone lo stesso in quanto con l’inverno capita più frequentemente di doversi rivolgere ai supplenti a causa dell’influenza o per qualsiasi altra necessità, ma non è detto che queste persone siano vaccinate trattandosi di personale precario».

Filippo Gabbrielli, oltre ad essere insegnante Ipsia è referente Covid del plesso e delegato a effettuare i controlli sul Green pass. «Non tutti hanno la vaccinazione – dice – e pur essendo una percentuale davvero esigua a presentare il tampone, dal 15 qualcosa cambierà. Queste persone o si adegueranno alle nuove regole o chiederanno un’aspettativa, che non è automatico venga concessa. Potrebbe verificarsi un disagio perché in caso di loro assenza saremo costretti a riattingere in fretta dalle graduatorie per sostituirli».

«Me lo aspettavo – commenta Barbara Di Roberto, insegnante e vice preside del Liceo – però al tempo stesso mi trova un po' stupita data l’elevata partecipazione degli insegnanti alla campagna vaccinale. Da una parte è positivo il fatto che si combatta il virus più energicamente, dall’altra mi sembra strano chiedere l’obbligo proprio alla scuola che risponde alle richieste del Governo con grande senso di responsabilità, già da tempo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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