Il Tirreno

Violenza sulle donne 

«Sulla panchina rossa si sarebbe seduta Silvia»

G.B.
«Sulla panchina rossa si sarebbe seduta Silvia»

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Portoferraio. Il maltempo ha costretto alla cancellazione di gran parte delle manifestazioni in programma in tutta l’isola per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Nella panchina rossa in piazza Marinai d’Italia, simbolo della lotta contro i soprusi alle donne, sono però comparsi palloncini rossi, fiori, foto di donne vittime di violenza e una scritta: «In questa panchina si sarebbe potuta sedere Silvia».

Il riferimento è a Silvia Del Signore, la donna di 59 anni uccisa dal marito lo scorso 1° maggio nel modulo abitativo dove la coppia viveva in località Orti, a Portoferraio. Un omicidio brutale arrivato dopo anni di maltrattamenti. Non era la prima volta che Mohamed Saif, 45 anni, picchiava la moglie. Quel giorno la prese a bastonate causandole la rottura della milza e la morte.

Una storia di violenze e soprusi, fisici e psicologici, che la città e le sue donne non solo non hanno dimenticato ma chiedono non finisca nell’oblio.

Il femminicidio degli Orti è il caso più grave avvenuto nell’isola, ma è solo la punta dell’iceberg del fenomeno della violenza sulle donne all’Elba. Prova ne è l’importante ruolo della “Casa rifugio” a cui tante donne, spesso madri, si rivolgono per chiedere aiuto e sostegno. Insomma, per essere difese.

G.B.

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