Sicurezza
Dad sullo sfondo ma tra ragazzi e docenti prevale un cauto ottimismo
Lo scorso anno ha lasciato strascichi pesanti L’auspicio di tutti è di poter rimanere in presenza
Sara Chiarei
PIOMBINO. L’equazione è fin troppo semplice. Riprendono a correre i contagi, soprattutto tra gli under 12, ed ecco che lo spettro Dad torna a fare capolino, al punto che in alcune regioni si è già imposta prepotentemente nella didattica.
Non a Piombino, dove la situazione per fortuna continua ad essere sotto controllo tanto è vero che nessuno dei nostri istituti ha ancora sperimentato le nuove regole per la quarantena. Ma l’ascesa della curva epidemiologica sta turbando il nostro sistema scolastico? In realtà, parlando con studenti, docenti e presidi si nota un clima di cauto, ma sereno ottimismo. «Al momento la situazione è serena - osserva Letizia Braschi, dirigente scuola secondaria I grado A.Guardi- e questo si riflette sulla scuola». Tranquillità condivisa anche da Sabrina Zottola, dirigente I.S.I.S. Carducci-Volta-Pacinotti. «Non parliamo più di Dad in questa scuola - dice - del resto finché la situazione si conferma stabile è giusto che la scuola funzioni regolarmente e ci auguriamo di poter proseguire così anche nelle prossime settimane perché la Dad è faticosa tanto per gli studenti quanto per gli insegnanti». «Mi sento abbastanza tranquilla - commenta Edi Torresi, dirigente Licei Leon Battista Alberti di Alma Mater –, chiaramente il rischio che la situazione peggiori e si ripercuota anche sulla scuola purtroppo c’è. Il pensiero di ripartire con la Dad mi spaventa».
«Credo - dice Carlo Maccanti, dirigente Isis Einaudi-Ceccherelli- che il buon senso ci debba imporre di temere l’aumento dei contagi prima ancora della Dad. La didattica a distanza è una forma emergenziale alla quale cercheremo di attingere il meno possibile, sebbene da noi abbia funzionato bene. Personalmente, alle norme di sicurezza già previste ne ho aggiunte altre per evitare al massimo gli aggregamenti. Ad esempio i ragazzi usano il bagno solo nelle ore di lezione, mai durante la ricreazione (ce ne sono due, mezzo istituto ne fa una in classe mentre l’altra metà nei locali comuni). Inoltre non abbiamo rinnovato la convenzione con le macchine distributrici di snack, una scelta green ma anche volta ad evitare affollamento di ragazzi».
Anche gli insegnanti si dichiarano abbastanza ottimisti sul fatto di poter continuare le lezioni in presenza. «Non posso fare a meno di notare - dice Michele Collavitti, docente Ipsia – un netto miglioramento rispetto allo scorso anno e non solo perché di questi tempi avevamo già molte classi in quarantena ma anche perché i ragazzi (molti dei quali vaccinati) hanno metabolizzato le regole e ben compreso l’uso della mascherina, lo scorso anno erano probabilmente un po' frastornati dall’alternanza continua di scuola in presenza e a distanza. Comunque - conclude Collavitti- stiamo sempre in guardia mantenendo un livello di attenzione altissimo».
«Lo scorso anno è stato faticoso - commenta Lorenza Boninu, insegnante Liceo scientifico - ed ha lasciato strascichi di varia natura, perciò l’auspicio è quello di restare in presenza. Ad esempio sto facendo un progetto di scrittura creativa che a distanza non sarebbe stato attuabile. Se malauguratamente dovessimo tornare in Dad - conclude Boninu - faremo del nostro meglio facendo tesoro dell’esperienza maturata lo scorso anno, ma incrociamo le dita e speriamo di non dovercisi ritrovare».
Anche tra gli studenti, probabilmente mai così felici di trovarsi in classe, prevale la stessa serenità. «Dopo due anni come quelli trascorsi - dice Elisa Iacopucci, studentessa - evitiamo di parlarne. Consapevoli dell’aumento dei contagi avvertiamo un po' di ansia legata tanto alle imminenti festività natalizie quanto all’andamento scolastico, oltretutto quest’anno ho gli esami. Detto questo ci sentiamo tutelati dalle misure adottate».
«Non penso torneremo alla Dad - dice Gabriele Cinelli, studente di Ragioneria -, siamo ben organizzati e ci sentiamo tranquilli. Abbiamo ricominciato a fare la ricreazione nel corridoio con orari scaglionati, quindi monitorati ma con quel pizzico di libertà che ci mancava. Sono fiducioso - conclude Cinelli- che presto torneremo a fare le gite didattiche e a riappropriarci degli spazi che non utilizziamo da tempo come la palestra per l’ora di educazione fisica».
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