Il dolore
«Aprite sull’isola una facoltà di Scienze infermieristiche»
La proposta lanciata dal comitato Elba sanità alle istituzioni locali e regionali L’obiettivo: «Il 50% di personale dell’Asl presente sullo scoglio sia stanziale»
Giuseppe Boi
Portoferraio. «Aprite all’Elba una facoltà di Scienze infermieristiche». È la proposta lanciata dall’associazione “Elba sanità” alle autorità locali e all’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini. «Sarebbe interessante ottenere sull’isola i primi due anni di corso, collegati all’Università di Pisa oppure all’Università di Siena», ha detto Marialuisa Chiappa, presidentessa del comitato, durante l’incontro di martedì scorso nell’auditorium del Centro culturale De Laugier a Portoferraio. Parole che suonano come un consiglio per amministratori locali e regionali: se è vero che il problema non sono tanto le assunzioni, quanto il fatto che i dipendenti Asl non vogliono venire a lavorare sullo Scoglio, perché non formare qui infermieri sperando che i giovani elbani colgano l’opportunità?
L’ipotesi lanciata da “Elba sanità” sembra rappresentare un salto di qualità nel rapporto tra comitati elbani attivi nel settore della sanità, Asl e istituzioni isolane e regionali. Non solo proteste, ma proposte, concrete. Del resto nell’incontro di martedì scorso è stato lo stesso assessore Bezzini ha parlare delle difficoltà in termini di “attrazione”» della destinazione Elba. Così come è stato Angelo Zini, sindaco di Portoferraio e presidente della conferenza dei sindaci elbani sulla sanità, ha spiegare che, poiché i professionisti pronti a venire nell’isola hanno il problema degli alloggi, «è un dovere civico degli elbani affittare le case non solo ai turisti ma anche ai dipendenti dell’Asl».
“Elba sanità”, no va contro la linea del sindaco ma va oltre e lancia una serie di idee per arrivare a soddisfare una delle richieste avanzate agli amministratori: «avere circa il 50% di personale stanziale». Un obbiettivo da raggiungere non solo con l’apertura di una sede universitaria ma con «incentivi per rendere appetibile l’Isola: incentivi economici e bonus; incentivi di carriera, di studio; contratti, dopo un periodo di prova in cui si è ben valutato il neo assunto, a tempo indeterminato firmando di rimanere per almeno 3 anni sull’Isola; la presenza di direttori che possano fare scuola e attrarre anche personale più giovane; favorire chi chiede la destinazione Elba; agevolare chi chiede il trasferimento verso l'Elba; sostituire il personale che va in pensione e, in alcuni casi mirati, chiedere al pensionando di protrarre per qualche tempo il servizio in attesa di trovare un sostituto. Organizzare concorsi dedicati all’Elba, con incentivi, a esempio, come agevolazioni per affitto o acquisto casa».
Tutto questo senza dimenticare i problemi del presente, in parte già affrontati da Regione e Asl che hanno individuato sei infermieri per riaprire l’ospedale di comunità entro dicembre, l’arrivo di un medico anestesista e il primo dei quattro rinforzi del pronto soccorso entro gennaio, l’attivazione dei 3-4 letti di terapia sub-intensiva nell’ospedale elbano nei primi mesi del prossimo anno. Ma anche guardando al futuro consci, come sottolineato da “Elba sanità” che «le caratteristiche dell’ospedale di Portoferraio, unico ospedale insulare, sono intermedie tra ospedale di base/ 1° livello. Sarebbe auspicabile ottenere una Deroga, come è stato fatto per il Punto Nascita».
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