Sicurezza
Esa sperimenta le “casette” per i rifiuti nei condomini
Portoferraio. Sperimentazione di Esa, Elbana servizi ambientali, che ha collocato di recente alcune casette di nuova generazione per dar maggior decoro e sicurezza alle stazioni raccogli rifiuti che sono presenti dentro le aree interne dei grossi condomini, dove al momento sono collocati vari tipi di cassonetti per la differenziata. La prova per verificarne la funzionalità è partita dai condomini di viale Elba a Portoferraio, sistemando le casette in mezzo ai maxi palazzi Manetti.
Il presidente dell’Ente, che gestisce la raccolta differenziata in tutta l’isola d’Elba, Francesco Andrea Gentili, ha dato qualche dettaglio al Tirreno: «Tali costruzioni contribuiscono a rendere sempre migliore il servizio, per gli abitanti di aree con decine di famiglie presenti. La casetta è una piccola costruzione in legno, che non ha la base e si appoggia, con un forte ancoraggio, direttamente sull’asfalto e rende l’ambiente più protetto. Dentro ci sono i cassonetti per i vari tipi di raccolta differenziata e certamente sta al buon senso delle persone mantenere nel migliore ordine possibile questo piccolo locale».
Questi mini mini centri di raccolta, riservati esclusivamente ai condomini, sono ora più sicuri e decorosi grazie a tali strutture, e chi deve conferire i rifiuti nei cassonetti, può farlo meglio anche i caso di pioggia in un luogo riparato dalle intemperie. Non solo, la casetta impedisce anche che animali frequentino la zona dei cassonetti evitando eventuali spargimenti di rifiuti. In concreto tale sistema costituisce un netto passo in avanti nella vita condominiale, migliorando la raccolta differenziata.
Abbiamo sentito in proposito un condomino di viale Elba che commenta con soddisfazione questo nuova realtà: «Forse l’unico piccolo difetto è che la porta di accesso non è molto alta e chi supera il metro e 80 deve chinarsi un po’ entrando, ma dentro ci si muove bene e l’ambiente è sicuramente migliore di prima, quando c’erano solo le staccionate e le fioriere. Intorno ai cassonetti capitava, anche a causa del vento e della pioggia, che la zona non apparisse particolarmente curata. Dobbiamo essere noi stessi a tutelare tali strutture, nel nostro interesse e di tutta la comunità».
Stefano Bramanti
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