Il Tirreno

Chini fino al tramonto per ripulire Mola: l’impegno dei volontari dopo l’arrivo del ciclone

Luigi Cignoni ;
Chini fino al tramonto per ripulire Mola: l’impegno dei volontari dopo l’arrivo del ciclone

Una ventina di persone hanno risposto ieri all’appello di Legambiente per eliminare dall’area umida i detriti portati dalla tempesta di lunedì 

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l’iniziativa

Luigi Cignoni

La risposta all’invito rivolto da Legambiente arcipelago toscano per ripulire la spiaggia e l’arenile di Mola, devastati dal ciclone sub-tropicale che si è abbattuto sulla zona, c’è stata. Una ventina di persone fra soci del Cigno verde, simpatizzanti e semplici cittadini si sono incontrati nel pomeriggio di ieri nella zona umida per togliere quanto il mare e il vento hanno portato a terra, lavorando fino a quando c’è stata luce sufficiente per portare avanti la pulizia.

«Ciò che ci ha fatto piacere – ha detto Luca Agujari, vicepresidente dell’associazione ambientalista elbana – è che i proprietari delle imbarcazioni che sono state spiaggiate avevano già provveduto a riprendere i loro relitti per sistemarli in modo adeguato e recuperarli perché potessero affrontare il mare. Ma sta di fatto che sono molte altre barche che sono affondate nel golfo. Dovranno essere ripescate e portate in secco».

Quasi tre ore di lavoro intenso per togliere il grosso dalla zona. Ma rimane ancora molto altro lavoro da svolgere che spetterà sia ai volontari sia a tutte le persone di buona volontà che vorranno rimboccarsi le maniche per riportare la situazione precedente alla tempesta. Nelle prime ore del 16 novembre è transitato da queste parti un piccolo ciclone con caratteristiche che in parte si registrano nelle zone sub-tropicali. A peggiorare le cose ci si sono messi pure i venti che, associati al vortice, hanno raggiunto i 130 chilometri orari. Sull’isola di Capraia il vento medio è arrivato fino a 101 chilometri orari. Raffiche fino a 100 chilometri orari si avute a Montecristo, 90 chilometri orari a Pianosa.

Mola si è trovata in mezzo ed ecco perché molte barche alla fonda nella baia hanno strappato gli ormeggi e sono finite sulla spiaggia. «Purtroppo molto materiale risulta ancora in mare – continua sempre il vicepresidente di Legambiente – . C’è da aspettarsi che il mare lo depositi prima o poi sulla spiaggia».

I soci del Cigno Verde hanno un grande interesse dell’area umida di Mola. Qui da pochi mesi è operativa, anche grazie a una convenzione Parco-Legambiente-Diversamente Marinai, l’aula VerdeBlu di Legambiente “Giovanna Neri”. Essa è stata realizzata con lo scopo di programmare e prevedere sia le iniziative di conoscenza dell’area, sia una manutenzione dell’ambiente così tanto importante per l’ecosistema.

«È pacifico – conclude Agujari – che torneremo qui quanto prima per continuare l’opera avviata». Il tutto per ricreare quell’ambiente ideale perché Mola (come Schiopparello) continui a svolgere quell’importante ruolo che le è stato riconosciuto dal Parco nazionale per la ricchezza (e quindi la conservazione) di varie specie di flora di interesse comunitario e regionale, la maggior parte di esse sono endemiche dell’Elba, senza poi considerare la fauna stanziale e un discreto numero di specie di uccelli, alcuni di interesse comunitario o regionale che sostano a Mola durante le migrazioni o, irregolarmente, anche in inverno.

(Fotoservizio gio’ di stefano)

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