Gioco
“Velena”, la donna d’acciaio vissuta fino all’età di 91 anni
Il lutto
Avrebbe compiuto 92 anni la notte della Befana, Jole Serena. È morta ieri nella sua casa di Marciana Marina dopo una lunga malattia. Era nata nel rione del Cotone, davanti al mare, e questa terra aveva formato anche il suo carattere, così simile agli scogli che si oppongono alle onde e fanno barriera alla tramontana.
Jole è stata una donna tutta d’un pezzo. Votata fino al sacrificio alla famiglia. È stata un personaggio contrassegnato dal destino, ma forte come sa esserlo il Cotone contro le mareggiate. Era conosciuta in paese con il soprannome la “Velena”, essendo sposata, dopo che era rimasta vedova a 40 anni con quattro figli da tirare avanti, con Galliano Mazzantini, detto appunto “Veleno”. Per sbarcare il lunario andava a servizio nelle famiglie benestanti. Puliva le case, spazzava le scale. Inginocchiata sulle pietre levigate dal mare di San Giovanni e del Toro lavava lenzuola, biancheria e panni di casa. Era brava anche nel preparare i manicaretti. «Le orgogliose signore del paese – racconta il figlio Umberto Mazzantini, referente di Legambiente arcipelago toscano – nel portare in tavola i suoi alimenti si dimenticavano di dire che le aveva preparate la Velena».
Era una piccola donna d’acciaio, paziente e instancabile con l’unico obiettivo di crescere i figli. Aveva imparato a leggere e scrivere in un collegio di suore romane. Leggeva fotoromanzi quando andava a servizio a Roma e a Piombino. Poi da giovane sposa imparò a leggere i romanzi veri. «Leggeva molti libri – ricorda sempre Umberto Mazzantini – sprofondando in mondi non suoi ma dove da un angolo, da una pagina fugace, o come protagoniste ed eroine spuntavano serve come lei, vittime riscattate o perse».
Umberto la ricorda come cucitrice bravissima, la più brava di tutte al punto smock. «Ha reso più belli e preziosi – conclude – i vestiti delle bimbe marinesi, pensando alla bimba che aveva sempre desiderato e che non aveva mai avuto perché “Veleno” metteva su solo maschi».
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