Il Tirreno

lunga catena di accuse 

Evade, poi minaccia e rapina l’ex marito

Evade, poi minaccia e rapina l’ex marito

La 42enne era ai domiciliari dopo aver tentato di investirlo: nuovamente arrestata dai carabinieri e trasferita in carcere

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PIOMBINO. Nei giorni scorsi a bordo di un’auto aveva tentato di investire l’ex marito che procedeva in lungomare Marconi su un monopattino, così che con l’accusa di lesioni personali (oltre a quelle di maltrattamenti famigliari e rapina emerse nelle indagini dell’Arma) era finita domiciliari.

È bastato un giorno e la 42enne è evasa, presentandosi nell’attività commerciale dell’uomo, che vedendola arrivare ha chiuso in tutta fretta rifugiandosi in una tabaccheria lì vicino: lei non si è arresa, lo ha raggiunto e con in mano un coltello lo ha minacciato costringendolo a darle le chiavi del negozio, quindi è entrata, ha preso qualche decina di euro dalla cassa ed è fuggita.

Poco dopo i carabinieri l’hanno bloccata e il giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno in relazione al nuovo reato commesso, la rapina, e alla pericolosità sociale, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, così che la donna è stata nuovamente arrestata e trasferita in carcere a Sollicciano.

Finisce dunque, almeno per il momento, l’incubo dell’uomo e dei figli: la donna infatti, che fino a un anno fa, prima della separazione, lavorava insieme al marito, negli ultimi tempi era diventata sempre più aggressiva, passando dalle minacce, ai maltrattamenti anche nei confronti degli altri famigliari fino a veri e proprio atti persecutori.

La vita era diventata impossibile per il commerciante, che ai carabinieri ha raccontato un gran numero di episodi. Secondo il suo racconto nell’agosto di quest’anno era già stato vittima di una rapina: in quell’occasione la donna gli avrebbe sferrato un pugno al volto per impossessarsi di 60 euro contanti prima di dileguarsi. Ma il suo comportamento, le scenate in negozio, avevano già complicato non solo la sfera personale ma anche l’attività dell’uomo.

Tutto ciò fino ad arrivare al tentativo di investimento. L’episodio era accaduto il 23 ottobre, quando dopo la segnalazione telefonica al 112 di quello che sembrava un banale incidente, i carabinieri giunti sul posto avevano capito subito che in realtà si trattava di qualcosa di ben diverso: il monopattino era a terra, il conducente, ferito, si era allontanato per andare al pronto soccorso, l’auto era stata abbandonata, sulla strada non c’erano segni che facessero pensare alla perdita di controllo del veicolo.

Era stato poi l’uomo, a raggiunto a Villamarina dai carabinieri, a spiegare cosa era successo, raccontando appunto che l’investimento era solo l’ultimo atto di una serie di episodi anche violenti messi in atto dall’ex coniuge. I riscontri trovati dall’Arma avevano consentito di confermare questa ricostruzione, e così dopo la richiesta avanzata dalla Procura, il gip Del Forno aveva disposto gli arresti domiciliari per la 42enne. Misura cautelare che ieri il gip ha deciso di aggravare, con l’arresto e il trasferimento in carcere.

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